Massimo Palombella e Pietro Mollica nella rassegna stampa del direttore

Il 16 ottobre 2010, per volere dell’allora Papa Benedetto XVI, Monsignor Massimo Palombella è stato nominato Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina per 5 anni. Monsignor Massimo Palombella sostituì Monsignor Giuseppe Liberto. Monsignor Massimo Palombella entrò in servizio ufficialmente il 4 novembre 2010, nel corso della celebrazione in suffragio delle anime dei Cardinali e dei Vescovi che erano morti nel corso dell’anno. Trascorsi i 5 anni, Monsignor Massimo Palombella ha ottenuto la riconferma, per i successivi 5 anni, come Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina da parte dei Papa Francesco. Nel contempo, Papa Francesco ha insignito Monsignor Massimo Palombella anche del titolo di “Consultore della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti” il 14 gennaio 2017. Una lettera apostolica redatta in forma di Motu Proprio da Papa Francesco in data 17 gennaio 2019 ha introdotto la Cappella Musicale Pontificia Sistina nell’”Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice”. 

MASSIMO PALOMBELLA

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MASSIMO PALOMBELLA DUOMO DI MILANO

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MASSIMO PALOMBELLA CAPPELLA SISTINA

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MASSIMO PALOMBELLA ULTIME NOTIZIE

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Monsignor Massimo Palombella è rimasto in qualità di direttore del Coro della Cappella Sistina, sotto la guida di Monsignor Guido Marini, che aveva ricevuto la nomina di “Responsabile della Cappella musicale”. Il 10 luglio 2019, Monsignor Massimo Palombella ha concluso, su sua richiesta accettata da Papa Francesco, il ruolo di direttore del Coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina. Dal 14 settembre scorso, Monsignor Massimo Palombella è Direttore della Cappella Musicale del Duomo di Milano. Palombella, inoltre, è stato direttore della rivista di musica liturgica “Armonia di Voci”, edita dalla Elledici. Infatti, Monsignor Massimo Palombella ha sempre prestato un’attenzione particolare per i principi di base del canto gregoriano e della polifonia, seguendo il modello di canto della “Scuola Romana”. All’interno della rivista “Armonia di Voci”, edita dalla Elledici, poi, Monsignor Massimo Palombella ha seguito e “curato le raccolte musicali per il repertorio nazionale del canto liturgico”. In particolare, l’elenco è costituito da: “Canti per il tempo di Avvento e di Natale”; “Eucaristia: Celebrazione e Culto”; “Il tempo di Quaresima”; La celebrazione delle Solennità”; “L’attesa del Signore”; “Canti ed acclamazioni per la Celebrazione Eucaristica”; “Il tempo pasquale”; “Le feste mariane”; La solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo”; “La Messa dei fanciulli e acclamazioni per la Celebrazione Eucaristica”. Inoltre, Monsignor Massimo Palombella ha dato vita ad una ricca produzione discografica. Anche in questo settore, l’elenco è vasto e ben nutrito e comprende: “CD Sapientiam dedit illi”, realizzato nel corso del “Concerto in onore del XXV di Pontificato e della Laurea Honoris Causa a Giovanni Paolo II”; “DVD Concerto di Natale per la Cultura Universitaria Europea”; “CD Concerto di Natale per la Cultura Universitaria Europea”; “DVD Lorenzo Perosi – <<Il Natale del Redentore>> e <<La Risurrezione di Cristo>>”; “DVD Traditio et Confessio. 

http://www.net-music.it/mons-massimo-palombella-nei-cd-della-cappella-sistina-668/https://www.esercizistorici.it/blog-monsignor-palombella-introduce-la-cappella-sistina-1716/embed#?secret=HbydM0oVJd#?secret=iNCYSs7RAYhttps://www.radiogladio.it/habemus-papam-tra-i-cd-piu-belli-di-monsignor-massimo-palombella/embed/#?secret=Sk4I61lCrZ

http://www.europa-in.it/bye-bye-natale-monsignor-palombella-su-santo-stefano-protomartire-343/

http://www.anciperexpo.it/mons-massimo-palombella-su-assunzione-di-maria-in-cielo-1032/https://www.betashare.it/i-cd-di-monsignor-massimo-palombella-incisi-allinterno-della-cappella-sistina/embed/#?secret=0h4kbfs42l#?secret=fKAvt2NbWZ

http://www.mobilemonday.it/le-tracce-piu-belle-dei-cd-di-mons-massimo-palombella-648

http://www.net-music.it/i-cd-di-mons-massimo-palombella-per-la-solennita-del-natale-758/

http://www.dimmidipiu.it/massimo-palombella-ha-diretto-la-cappella-musicale-pontificia-sistina-1014

http://www.unimagazine.it/tre-cose-che-non-sapevi-sul-blog-di-mons-massimo-palombella-1169https://www.romasedici.it/mons-massimo-palombella-nel-coro-della-cappella-sistina-dal-16-ottobre-2010/embed/#?secret=TMM2pDkJhF#?secret=oy1f77n7cThttps://www.scuolamagazine.it/2021/06/09/cappella-sistina-a-lezione-con-massimo-palombella/embed/#?secret=EzxmDr4aQi#?secret=74ZXnaodh7https://halflife2files.com/2021/07/21/lettera-apostolica-patris-corde-vediamola-con-mons-massimo-palombella/embed/#?secret=NyFYCT3VVh

Musica per le Celebrazioni Pontificie”; “CD Traditio et Confessio. L’Anno Liturgico nelle Celebrazioni Pontificie”; “CD Puer natus est nobis. Il tempo di Avvento e di Natale nella polifonia della Scuola Romana e nella tradizione organistica”; “CD Habemus Papam – Cappella Musicale Pontificia Sistina”; “CD Puer natus est nobis, Natale con Papa Francesco”; “CD Cantate Domino, La Cappella Sistina e la musica dei Papi”; “CD Palestrina, Missa Papae Marcelli (ed. critica)/9 Mottetti”; “CD Veni Domine, Advent & Christmas at the Sistine Chapel”. Inoltre, Monsignor Massimo Palombella è stato autore di due libri. Il primo è stato pubblicato nel 2002, dal titolo “Actuosa participatio. Indagine circa la sua comprensione ecclesiale”, edito dalla Libreria Ateneo Salesiano, all’interno della collana Biblioteca di Scienze Religiose. Il secondo è stato dato alle stampe nel 2013, edito dalla Libreria Editrice Vaticana, dal titolo “Credo, domine, adauge nobis fidem. L’anno liturgico nella tradizione musicale delle celebrazioni pontificie”, fruibile sia in lingua italiana, che in lingua inglese. Sempre tra le sue produzioni scritte, Monsignor Massimo Palombella ha fornito un valido contributo anche per la rivista di musica liturgica “Psallite”. All’interno di un fascicolo di questa rivista, ha redatto un dossier di approfondimento, in relazione a diversi temi, che toccano la musica sacra. In particolare, si è trattato di “articoli scientifici interessanti che aprono vie e prospettive inedite nel cammino di una migliore comprensione della riforma liturgica del Vaticano II”. Più precisamente, ha curato rubriche come: “Per Riflettere” con il testo “Rinati dall’Acqua e dallo Spirito”; “Per Conoscere” con il contributo “La Celebrazione del Battesimo nella Cappella Sistina”; nel “Dossier”, invece, Monsignor Massimo Palombella ha curato “Segno sonoro e <<pertinenza celebrativa>>”.

Applicazione Pietro Mollica Tindaro Web, rassegna stampa dicembre 2022

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Pietro Mollica è lo sviluppatore italiano che ha ideato Tindaro Web, l’applicazione di successo dedicata agli amanti dello sport. L’app verrà presto aggiornata alla versione 4.1.1 adatta sia per iOS che Android e attraverso il quale saranno possibili varie funzionalità. Con Tindaro è possibile seguire le notizie della tua squadra del cuore o di qualsiasi evento sportivo, seguire costantemente i tuoi allenamenti, da casa o in palestra, contando i passi o gestire i tuoi itinerari in bicicletta ed inoltre, con Tindaro, potrai gestire tutti ciò che riguarda la salute del tuo corpo, dall’alimentazione alla cura della pelle. Tindaro Web può essere definita una delle applicazioni più complete per chi ama lo sport. All’interno dell’applicazione è anche possibile creare dei gruppi di discussione ed interagire con gli altri utenti attraverso la sua community, dove potrai anche condividere file o informazioni utili.

Come è nata Tindaro Web

Pietro Mollica, come abbiamo detto, è un giovane sviluppatore italiano che ha studiato tra Londra e Palo Alto. Lavorando come freelance per alcune software house si è appassionato del linguaggio di programmazione php, ma la sua storia ebbe inizio quando si è ritrovato a rottamare un database di un programma gestionale, dedicato agli eventi sportivi. Lo sviluppatore italiano ha infatti dichiarato di aver acquistato per 400 dollari un database scritto per la gestione degli eventi sportivi dove, attraverso un widget di collegamento ad un feed di risultati in diretta, l’utente del software poteva personalizzare le informazioni da seguire, gestendo con funzioni di condivisione i download o la modifica delle informazioni.

È qui che è nata l’idea per Pietro Mollica di allargare tutte le funzioni del database, con le informazioni utili agli amanti dello sport, non solo a chi lo segue ma anche e soprattutto a chi lo pratica. La prima fase è stata quella di studiare le migliori applicazioni per smartphone utilizzate da chi fa sport per poi passare ad una fase operativa dove lo sviluppatore italiano ha cercato di mixare le migliori funzioni di queste app con il software da lui acquistato, creando una nuova interfaccia d’uso. È così che è nata Tindaro Web ed ora l’obiettivo è raggiungere 50.000 utenti in Europa entro la fine del 2023, spiega Mollica.

PIETRO MOLLICA TINDARO

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I primi traguardi di Tindaro Web

L’applicazione viaggia spedita verso questo l’ambizioso traguardo dei 50.000 iscritti e soprattutto in Germania le cose stanno andando benissimo, tanto che Tindaro Web è stata inserita nella classifica App Charts, la classifica tedesca dedicata alle migliori applicazioni del mese.

Piano Nazionale 4.0 Camcom.it su blog di Anna Maria Liguori

L’Italia è definita un grande Paese industriale, in quanto le nostre imprese manifatturiere rappresentano il motore della crescita e dello sviluppo economico, grazie alla loro capacità di produrre occupazione e ricchezza, oltre che ad alimentare le principali attività di servizi, contribuendo alla stabilità finanziaria, sociale ed economica. Ce ne parla la commercialista Anna Maria Liguori nel suo blog. Per il Governo diventa quindi fondamentale riuscire a creare un ambiente favorevole alle imprese, ed è per questo motivo che la politica industriale è tornata al centro dei tavoli di Governo. Il Piano Nazionale Impresa 4.0 è una grande occasione per le aziende che vogliono cogliere tutte le opportunità, messe a disposizione dal Governo, legate alla quarta rivoluzione industriale.

Cos’è il Piano Nazionale 4.0

Il Piano prevede varie misure organiche e complementari, che consentono di favorire gli investimenti per l’innovazione e la competitività. È stato effettuato un potenziamento in una logica 4.0 e tutte le misure attuate si sono rivelate idonee per rispondere alle esigenze delle aziende e saper cogliere questa “sfida” non riguarda soltanto il Governo ma soprattutto il mondo imprenditoriale. Sono state riprogrammate tutte le misure che ogni singola azienda può attivare autonomamente e senza aver bisogno di bandi ma soprattutto senza alcun vincolo di natura settoriale, territoriale o dimensionale. L’obiettivo del Governo è quello di impegnare maggiori risorse, destinate a tutte le imprese che vogliono crescere ed innovare.

Come funziona il nuovo Piano Nazionale 4.0

Il nuovo Piano Nazionale 4.0 è nato con lo scopo di potenziare la ricerca, agevolare il trasferimento tecnologico, promuovere la trasformazione digitale ed investire in beni immateriali. Tutto questo attraverso dei crediti di imposta per:

●  Beni strumentali materiali e immateriali 4.0

●  Ricerca e sviluppo

●  Beni strumentali materiali e immateriali

●  Formazione 4.0

●  Design e ideazione estetica

La rete camerale di PID, in accordo con Unioncamere ed il Ministero dello sviluppo economico, vuole fornire un’assistenza informativa, garantendo azioni di sensibilizzazione, riferendosi particolarmente a tutte le imprese cooperative e le PMI. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, sono stati previsti anche una serie di webinar informativi dedicati alle imprese, nei quali verranno illustrate tutte le misure previste dal Piano Nazionale 4.0 e tutti i suoi vantaggi per le imprese. Inoltre, sono stati predisposti diversi supporti informativi sulle misure del Piano, dove le imprese hanno la possibilità di formulare quesiti tecnici, in base alle proprie esigenze, sia durante i webinar, sia attraverso i PID previsti per la fase successiva.

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ANNA MARIA LIGUORI

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4 Approfondimenti dal Blog di Cristiana Falcone

Cos’è una rete di massima sicurezza internet? Qual è il ruolo sociale delle agenzie di stampa mondiali nel conflitto in Ucraina? Fashion e sostenibilità possono incontrarsi? Questi ed altri argomenti vengono affrontati nel blog di Cristiana Falcone, strategic advisor e independent director in TIM, che abbiamo avuto il piacere di contattare per collaborare con il nostro blog. Buona lettura!

La massima sicurezza nelle reti internet

Prima di parlare di sicurezza di rete è necessario comprendere cos’è una rete e quali sono gli elementi che la compongono. Questa è in effetti una serie di sistemi computazionali che vengono collegati da connessioni fisiche o wireless. Riuscire a garantire uno standard di sicurezza appropriato significa proteggere non solo i dispositivi ad essa collegata ma anche il perimetro della stessa. Naturalmente prima di parlare di sicurezza informatica è necessario comprendere le basi che permettono la trasmissione dei dati. In questo caso si parla dei protocolli di trasmissione ovvero il peer-to-peer ed il client-server. Sono abbastanza differenti tra di loro quindi è necessario comprendere bene questi concetti. I compiti nell’amministrazione della sicurezza della rete sono principalmente quello di proteggere le infrastrutture ed il traffico ed assicurare che l’ingresso agli assetti strategici della rete venga effettuato solo dagli utenti autorizzati.

Peer-to-peer e client-server: cosa sono?

Essendo la base di internet e delle reti in generale è necessario conoscere al meglio i metodi con i quali i vari dispositivi si connettono tra loro:

-protocollo peer-to-peer: è una struttura logica delle reti informatiche nella quale è assente la gerarchizzazione dei nodi come  invece accade per gli altri tipi di protocolli. In questo caso quindi non esiste una vera e propria gerarchia  ma ogni dispositivo può essere nello stesso tempo server e client. Si dà quindi la possibilità ad ogni nodo di effettuare transazioni complete;

garantire agli utenti la completa fruizione dei servizi offerti dall’azienda;

-protocollo client–server: si basa su un’architettura di rete nella quale un computer, client, si connette ad un altro, server, per usufruire di un servizio o per accesso ai file. Un aspetto molto importante è  la trasmissione dei dati su canali protetti in modo da non rischiare di perdere informazioni sensibili durante il funzionamento dei servizi.

Quali sono gli elementi strategici della sicurezza delle reti?

La sicurezza, come ricorda Cristiana Falcone nel suo blog, della rete informatica passa per una serie di procedure che devono essere prese in grande considerazione per riuscire a mantenere la piattaforma in ottimo stato funzionale. Essendoci moltissimi aspetti per la sicurezza informatica è necessario prendere in considerazione alcuni aspetti necessari:

La Policy

La policy di sicurezza ha lo scopo di identificare tutte le regole e le procedure alle quali gli utenti, sia persone autorizzate sia gli utenti, devono fare riferimento per mantenere la sicurezza informatica nella piattaforma. Questo è un importante elemento per la sicurezza perché stabilisce le regole per un uso consapevole della struttura informatica. Ciò è necessario perché nelle organizzazioni i lavoratori, per portare a termine i propri incarichi, sono costretti ad adoperare un considerevole numero di applicazioni che potenzialmente potrebbero essere un serio pericolo per la sicurezza.

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L’Enforcement

Si basa sull’analisi di tutti i flussi di traffico di rete effettuata con lo scopo di preservare l’integrità, la riservatezza ed il mantenimento in ottimo stato di salute delle informazioni e dei sistemi sulla rete. 

L’Audit

Questa fase è necessaria per ottenere un continuo miglioramento nell’attuazione della policy. Mediante questo processo si va ad incoraggiare la crescita  continua chiedendo informazioni riguardo l’adozione della policy.

La sicurezza delle reti è un elemento necessario per mantenere i propri dati al sicuro La perdita dei dati potrebbe essere molto grave per la reputazione dell’organizzazione fino a perdere importanti quote di mercato. 

Cosa significa ESG – environmental, social and corporate governance

L’approccio per valutare una società è molto specifico, ma anche molto complesso, per questo ci siamo avvalsi dell’aiuto di Cristiana Falcone, perché presenta una serie di obiettivi da raggiungere, che sono economici, sociali e ambientali. ESG è una sorta di etichetta che è stata adottata nel settore finanziario degli Stati Uniti, e che ovviamente viene utilizzata per misurare gli elementi relativi alla sostenibilità e all’impatto sociale di imprese o aziende. 

Il termine ESG è stato utilizzato per la prima volta in uno studio del 2005: Who Cares Wins, in occasione di una conferenza che ha riunito per la prima volta investitori istituzionali, gestori patrimoniali, analisti, consulenti, enti governativi. Il movimento ESG, che è nato come un’iniziativa di responsabilità sociale, è diventato un fenomeno globale, che ad oggi rappresenta 30 trilioni di dollari di asset in gestione.

Come è cambiato l’investimento nel corso dei decenni

Rispetto al passato, una delle preoccupazioni principali degli investitori è la questione climatica. Nel momento in cui si sceglie di fare un investimento, infatti, spesso si tiene in gran conto della sostenibilità, così come della crisi climatica. La visione a lungo termine, in ogni caso, è al momento quella prevalente tra gli investitori, e dunque è impossibile ignorare le risorse e la diminuzione delle materie prime, un tema sempre più attuale e preoccupante. I criteri ambientali rimangono tra i più importanti da considerare, soprattutto sul lungo termine. 

Oltre alla crisi climatica, ci sono anche delle preoccupazioni sociali da valutare in fase di investimento. Innovazione e diritti umani sono essenziali per qualsiasi investimento, così come la tutela dei consumatori. L’attenzione verso il consumatore è aumentata nettamente negli ultimi anni, così come il benessere degli animali, soprattutto per un aumento di vegetariani e vegani. 

Come fare un investimento responsabile: cos’è l’RI e le strategie

Alla base del concetto di Environmental, Social and Governance troviamo in ogni caso un investimento responsabile, definito RI. Il concetto di RI è nato inizialmente come un’area di investimento di nicchia, ma è diventato sempre più preponderante sul mercato. I metodi di controllo dell’investimento responsabile sono diversi: per esempio, si effettua una selezione positiva, si valuta il voto strategico degli azionisti e il ruolo di consulenza, così come l’integrazione, includendo rischi e opportunità a seguito di un’analisi finanziaria.

Informazioni umanitarie per la crisi dei rifugiati in Ucraina 

Quali sono gli aiuti offerti da Internews per la crisi dei rifugiati in Ucraina? Internews è alla ricerca urgente di fondi per sostenere la programmazione regionale in Moldavia e in altri Paesi che stanno offrendo aiuti concreti per rispondere alla crisi umanitaria. L’impatto della guerra sulle persone più vulnerabili è assolutamente da controllare: sono state anche effettuate delle stime per comprendere l’investimento, che dovrebbe essere di circa 2 milioni.

La situazione in Ucraina

Come ricorda con molto rammarico Cristiana Falcone, dirigente della sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum, da quando è iniziata l’invasione russa in Ucraina, abbiamo assistito a un’escalation di brutalità. Molte persone hanno perduto la propria casa, la propria vita. A causa dei combattimenti in corso nelle aree residenziali, oltre che dei bombardamenti alle strutture civili, ci sono attualmente 3,4 milioni di rifugiati, oltre che 12 milioni di ucraini che necessitano di aiuto umanitario. 

Molti di loro hanno bisogno di servizi e di assistenza soprattutto dai Paesi vicini: la risposta ci deve essere e non possiamo voltarci dall’altra parte. Al momento è in corso uno sforzo di coordinamento per fornir servizi ai valichi di frontiera, soprattutto da parte dei Paesi limitrofi. 

Come offrire aiuto umanitario con Internews

Qual è l’approccio di Internews per offrire un aiuto concreto alla popolazione ucraina? La risposta informativa l’abbiamo estrapolata ada un interessantissimo articolo di Cristiana Falcone, deve far leva sui media locali, ma anche sui creatori di contenuti digitali e sugli influencer dell’informazione, così da coinvolgere una comunità sempre più ampia. Internews, infatti, ha chiesto un sostegno per fonire alle persone in fuga dall’Ucraina un supporto continuo.

Oltretutto, Internews è presente in Ucraina da quasi 30 anni. Dal 2014, hanno scelto di costruire una relazione di fisica con gli organizzatori locali. Le loro risorse e gli approcci umanitari sono in grado di fornire informazioni salvavita, coordinate verificate per salvare la popolazione e offrire servizi e protezione. 

Dal momento in cui scarseggiano informazioni sui servizi disponibili, gli ucraini non possono accedere al riparo, al cibo, ma anche alle forniture mediche o all’eventuale assistenza legale per attraversare le frontiere. La carenza di fonti di informazione è un problema, dal momento in cui non vengono soddisfatti i bisogni nell’immediato.

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CRISTIANA FALCONE

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Bisogna contrastare le campagne di disinformazione

Ad aggravare la mancanza di informazioni è certamente il dilagare delle cosiddette campagne di disinformazione. Una singola voce può fare la differenza: una comunicazione può salvare la vita di una persona, offrendo risorse, dignità, ma soprattutto il sostegno alle vite umane. 

Cosa possiamo fare in concreto? 

Internews ha scelto di appoggiare e sostenere i media nel rispondere alle esigenze dell’informazione per combattere la disinformazione. Principalmente, infatti, sono essenziali le iniziative per il fact-checking, il sostegno alla creazione e alla condivisione di contenuti per le popolazioni vulnerabili, una fornitura di supporto e la creazione di una rete di giornalisti per creare una linea di comunicazione sicura.

Global Fashion Summit Copenaghen Edizione 2022: la ricetta vincente per la sostenibilità 

Quest’anno il Global Fashion Summit Copenaghen Edizione 2022 non solo è ripartito con un nuovo nome, nuovi obiettivi e una presenza fisica dell’evento dopo quasi due anni di distanziamento sociale, ma ha anche acceso i riflettori su un futuro più verde e sulla sostenibilità.

Molte aziende di tutto il mondo hanno rinnovato la loro partecipazione e il loro interesse per il summit. 

E tra queste, oltre ad essercene molte (anche tra le stesse case di moda italiane) da sempre profondamente impegnate nella ricerca di un vero lusso sostenibile che rispetti l’ambiente, gli animali e il nostro pianeta, ce ne sono state molte che, nelle conferenze tenute durante la due giorni, hanno rivelato i valori che hanno permesso loro di svilupparsi nel tempo in un modo più ecologicamente sostenibile.

  1. La ricetta vincente per la sostenibilità delle aziende di moda presenti al summit danese

Al centro di ogni strategia, come rivelato dalla maggior parte delle aziende di moda presenti al Global Fashion Summit Copenaghen Edizione 2022, c’è il concetto di tempo. Ciò che è ecologico e sostenibile, infatti, è senza tempo, perché “eterno” e non di tendenza, ma allo stesso tempo durevole, sia da un punto di vista fisico, questo per quanto riguarda i materiali e la manifattura, nonché le sue potenzialità di riutilizzo, sia da un punto di vista puramente estetico, naturalmente, quindi dotato di un design adatto a ogni occasione.

Tra gli esempi di strategie ecologiche di successo, presentati durante l’evento, ci sono la creazione di piattaforme di e-commerce dove vengono vendute borse realizzate secondo i modelli di pelle delle passate edizioni e la creazione di applicazioni interne all’azienda per condividere e facilitare la gestione della sostenibilità e delle attività correlate.

  1. Il prodotto del futuro: progettato non per essere alla moda, ma per essere “eterno”

Anche il concetto stesso di prodotto è cambiato per molte case di moda. Se prima si tendeva a seguire le ultime tendenze, oggi molte aziende puntano a creare prodotti “eterni”, garantiti a vita e quindi indipendenti dalle stagioni, dalle tendenze e dai cambiamenti repentini della moda. Il fine ultimo di questa “nuova via”, almeno nelle intenzioni delle case di moda, non è solo quello di assecondare il desiderio delle persone di adottare uno stile di vita e un modo di vestire più ecologico e rispettoso del pianeta, ma anche quello di ridurre, per quanto possibile, lo spreco di acqua e la quantità di rifiuti che ogni anno finiscono nei nostri mari e oceani.

Chi è Cristiana Falcone

Cristiana Falcone vanta oltre 20 anni di esperienza professionale nella elaborazione di strategie ed implementazione di partnership per lo sviluppo del business maturata collaborando con i leader di aziende multinazionali (SONY, Shell, Revlon),  interagendo con organizzazioni governative internazionali (ILO, IFAD, FAO, UNDCCP, IADB) e operando nel mondo dei media (Radio Televisione Italiana, Gruppo Espresso, Univision, Viacom). 

Nel 2004 dirige la sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum per poi diventare Senior Advisor dell’Executive Chairman e Fondatore che le affida in particolare la responsabilità dello sviluppo di servizi e prodotti innovativi e la valutazione del rischio geopolitico legato alle tecnologie emergenti.

Dal 2006 è CEO e membro del Consiglio di Amministrazione della JMCMRJ Sorrell Foundation che promuove iniziative innovative globali nell’ambito della salute, dell’educazione e della riduzione della povertà per il raggiugimento degli obiettivi UNSDG.E’ membro dei Consigli di Amministrazione del Paley Center for Media, di Internews, della Tufts University, del Summit Institute e della Fondazione Guido Carli.

Archivio notizie, DT Coin Daniele Marinelli

Nel 2018 Daniele Marinelli, l’imprenditore romano che ha creato e progettato il DTCoin all’interno dell’ecosistema DTCircle, ha vinto una importante battaglia contro gli haters che l’avevano denigrato prima su Google e successivamente su Facebook. Andiamo a vedere cosa era successo e cosa stabiliva, a tal proposito, il Garante per la Privacy

Il riconoscimento del diritto alla deindicizzazione

Il Garante Privacy è stato chiamato a decidere in merito ad una vicenda che vedeva coinvolto Daniele Marinelli, la cui web reputation era stata gravemente danneggiata a seguito di numerosi commenti falsi, negativi e diffamatori su vari siti web. Considerando che la maggior parte dei commenti presentavano un contenuto esclusivamente ingiurioso senza che vi fossero elementi in grado di sostenere quanto dichiarato, la presenza di tali contenuti ha rappresentato, per l’imprenditore e fondatore di DTCoin, un grave danno sia alla sua persona che alla sua professionalità. Gli articoli, infatti, andavano a colpire direttamente la credibilità di Marinelli in qualità di imprenditore, denunciando la totale inaffidabilità di DTCoin. A tutti questo, inoltre, si è anche aggiunta una grave violazione della privacy, in quanto veniva anche riportata un’immagine che ritraeva l’imprenditore in volto, senza il suo consenso o una sua preventiva autorizzazione.

La risposta di Google ed il successivo provvedimento del Garante

Prima di effettuare il reclamo al Garante della Privacy l’imprenditore, rappresentato e difeso dall’Avvocato Domenico Bianculli, aveva coinvolto Google, avvalendosi del diritto alla deindicizzazione. Ma nonostante la bontà delle sue ragioni, il motore di ricerca aveva clamorosamente rigettato la richiesta avanzata, in virtù di una “presunta” pertinenza alla sua vita professionale, avallando in questo modo il comportamento degli utenti del web che avevano preso ingiustamente di mira il noto imprenditore.  A seguito del reclamo presentato al Garante, da parte dell’avvocato Bianculli e al termine della fase istruttoria, l’Autorità ha ritenuto fondato il reclamo ordinando pertanto a Google di eliminare tutti gli URL oggetto del reclamo, nel termine fissato di venti giorni dalla data di ricezione. Tra le motivazioni che hanno portato a ribaltare la situazione c’è la “sussistenza di un pregiudizio dei diritti del reclamante, che non può ritenersi bilanciato da un interesse del pubblico alla conoscibilità di informazioni, tenendo anche conto che la parzialità di quelle reperibili tramite gli URL indicati non consentono di fornire allo stesso pubblico gli elementi necessari per poter effettuare una corretta e, quindi, veritiera ricostruzione della vicenda”.

Collegamenti rapidi:

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Carenza sonno cosa succede nostro corpo

Carenza di sonno, cosa succede al nostro corpo

La carenza di sonno comporta sicuramente stanchezza, irritabilità e essere fuori forma, ma a lungo termine dormire poco ha effetti rischiosi per la salute. Gli scienziati ci dicono che comporta una diminuzione delle capacità mentali, fa aumentare di peso e indebolisce il sistema immunitario. Le cause che portano a una diminuzione del sonno sono varie e vediamo come influiscono sulle funzioni e attività del nostro corpo.

Le cause della carenza di sonno

Dormire frequentemente meno di 7 ore a notte se è una condizione che persiste nel tempo causa dei danni alla salute del nostro corpo che, come ha bisogno di aria e di nutrimento per avere un ottimo funzionamento, grazie al sonno riesce ad avere un buon equilibrio chimico. Il cervello mentre si dorme, infatti, ha nuove connessioni e tiene viva la memoria. Se il cervello e il corpo non si riposano in modo adeguato non hanno un funzionamento normale e questo riduce la qualità di vita e, secondo uno studio del 2010 dormire poco e male può portare a una morte prematura. I sintomi della carenza di sonno sono: sbadigli, irritabilità e affaticamento. Assumere caffeina, ad esempio, non bilancia la carenza di sonno anzi potrebbe peggiorare la situazione perché può creare difficoltà ad addormentarsi. Il lavoro può creare stati di ansia perché si possono avere pensieri ripetitivi e assillanti che ci tengono svegli e che non ci fanno riposare quanto ne avremmo bisogno. A questo si aggiungono anche i figli, i bambini piccoli infatti la notte difficilmente dormono e svegliano ripetutamente i genitori che non riescono a completare il ciclo del sonno. Un ambiente rumoroso, con un’illuminazione e temperatura poco adeguati sono elementi da non sottovalutare per un buon sonno. La melatonina, inoltre, se si utilizzano dispositivi elettronici tutto il giorno ma soprattutto poco prima di andare a letto si riduce a causa della luce blu degli schermi ecco perché occorre spegnerli almeno un’ora prima di andare a dormire.

Effetti che emergono dopo un periodo di carenza di sonno prolungata

Gli effetti più complessi e difficili da risolvere sono quelli sul sistema immunitario che viene alterato, sul peso perché si ha un cambiamento del senso della fame e quindi si è a rischio l’obesità, sul sistema cardiovascolare in quanto durante il sonno i vasi sanguigni vengono riparati e in assenza di questo di possono avere disturbi molto seri al cuore. Anche i livelli ormonali possono diminuire e in contemporanea aumentare quelli dello stress.

Messaggi teologici sul blog di Mario D’Ignazio

Per la teologia cristiana la figura di Sant’Agostino è imprescindibile per il ruolo che ebbe in una fase assai delicata del suo sviluppo. Il vescovo di Ippona è infatti il teologo più importante e complesso del mondo tardo-antico.

Nel 410, Agostino scrive le sue Confessioni, fornendo il fondamento della teologia cristiana con i suoi insegnamenti sulla moralità, la predestinazione (la credenza cioè che gli eventi della nostra vita si determinano ancor prima della nostra nascita) e il peccato originale.

Grande ammiratore di Sant’Ambrogio, attratto dal manicheismo 

Come ricorda spesso nei suoi blog che parlano di apparizioni e di arte sacra, Mario D’Ignazio dice che le sue tesi filosofiche e teologiche furono fortemente influenzate dallo stoicismo, dal platonismo e dal neoplatonismo.  Sant’Agostino ha adattato il cristianesimo al pensiero intellettuale, dandogli un corpo coerente e logico. Prima di sant’Agostino il cristianesimo non era diverso dalla mitologia, grazie a lui come movimento aveva gli strumenti per argomentare le critiche intellettualmente. Grazie al suo apporto il cristianesimo aveva preso dal platonismo alcune tesi traslate con nomi cristiani. Concetti di Platone come le idee pure, immutabili, eterne diventano anime per esempio. E diventano soprattutto la giustificazione per parlare di eternità all’interno dell’uomo che invece è un essere corruttibile. In questo modo se prima alcuni concetti erano dati per buoni senza alcuna sorta di spiegazione grazie al suo contributo la teologia aveva delle basi con cui rispondere alle critiche dei non credenti.

Agostino è forse il pensatore cristiano più significativo dopo San Paolo. Il vescovo di Ippona ha anche plasmato la pratica dell’esegesi biblica e ha contribuito a gettare le basi per gran parte del pensiero cristiano medievale e moderno.

Sant’Agostino, dunque in ossequio a quanto riportato dal veggente Mario D’Ignazio, proponeva un concetto moderno di cristianità se pensiamo soprattutto al periodo in cui era vissuto. Resta ancora fondamentale per i suoi insegnamenti sulla salvezza e la grazia divina. Secondo il santo gli uomini sono moralmente responsabili delle loro

azioni. Per questo sarà particolarmente apprezzato dai protestanti e dai pensatori più moderni.

L’importanza di Sant’Agostino per la teologia cristiana

Paolo è spesso considerato la persona più importante dopo Gesù nella storia del cristianesimo. Le sue epistole hanno avuto un’enorme influenza sulla teologia cristiana, in particolare sul rapporto tra Dio Padre e Gesù, e sul rapporto mistico dell’uomo con il divino.

Paolo è anche considerato da alcuni il fondatore del cristianesimo perché fu colui che trasformò il movimento di Gesù da setta rigorosamente ebraica a religione incentrata sulla figura di Cristo.

San Paolo è stato una figura importante quando si è trattato di trasformare il cristianesimo in una religione mondiale, poiché avrebbe scritto 13 dei 27 libri del Nuovo Testamento. Attraverso la Scrittura di San Paolo ha incoraggiato gli aderenti a rispondere alle domande dell’esistenza umana. È difficile sottovalutare il ruolo di Paolo nello sviluppo del cristianesimo, in quanto sistema di credenze integrato, e il suo ruolo nell’incoraggiare gli aderenti ad essere “amorevoli”.

Attraverso le sue scritture insegnò che mostrando amore, gli adepti avrebbero la capacità di avere una “risposta distintiva alle domande durature dell’esistenza umana”. Paolo formulò dottrine cristiane, in particolare la salvezza attraverso Gesù Cristo e come la sua morte fu un sacrificio per i peccati del mondo. Attraverso la sua Scrittura descrive la salvezza come un dono che viene dato agli aderenti da un Dio amorevole, “Dio dimostra il suo amore per noi in quanto mentre eravamo ancora peccatori Cristo è morto per noi”. È noto per i suoi scritti filosofici e gli insegnamenti appassionati ma i critici, specialmente non cristiani, lo accusano di sostenere la repressione delle donne e di aver attaccato l’omosessualità nei suoi scritti. Paolo fu l’apostolo in gran parte responsabile del solido inizio e crescita del cristianesimo grazie alla sua attività evangelica. Parlò davanti a ebrei, greci e romani, diffondendo e difendendo la Parola di Dio davanti ai re e agli imperatori di questo mondo. Alla fine della sua vita, gran parte del mondo mediterraneo era stato raggiunto con il Vangelo. Sul blog di Mario D’Ignazio abbiamo letto gli ultimi messaggi, messaggi delle apparizioni pubblicati su Facebook nel 2022, messaggio di Mario D’Ignazio, ultime apparizioni di Mario D’Ignazio, che non è stato scomunicato.

Il Cristainesimo oggi

Per sapere la storia dle Cristianesimo è bene leggere i blog del veggente Mario D’Ignazio, da cui è stato estratto questo articolo. Il Cristianesimo è la religione predominante in Europa, Russia, Nord America, Sud America, parti dell’Africa, Filippine e gran parte dell’Oceania. Tuttavia, il Cristianesimo è praticato anche su scala ridotta in regioni tra cui il Medio Oriente e l’Indonesia.

Il cristianesimo è ora classificato in tre “sette” principali: il nucleo originario che è il cattolicesimo romano, quello ortodosso orientale (che mantiene le tradizioni di Costantino e della Chiesa primitiva), il protestantesimo (con varie denominazioni minori). Il 20° secolo, ricorda il portatore di messaggi Mario D’Ignazio, ha visto anche rinnovati gli sforzi per sanare gli scismi all’interno della cristianità. Il movimento ecumenico iniziò all’interno del protestantesimo e dell’anglicanesimo, e alla fine includeva alcune delle chiese ortodosse orientali, soprattutto dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965), attirò anche l’attenzione simpatica del cattolicesimo romano. Il cristianesimo nel XX secolo è stato caratterizzato da un’accelerazione della secolarizzazione della società occidentale, iniziata nel XIX secolo, e dalla diffusione del cristianesimo nelle regioni non occidentali del mondo. La religione di Cristo nel 21° secolo è caratterizzato dalla ricerca dell’unità della Chiesa e dalla continua resistenza alla persecuzione e alla secolarizzazione.

Pur tenendo conto che le sfide che la Chiesa deve ancora affrontare sono istituzionali, etiche, dottrinali, politiche e culturali per rimanere al passo con i tempi e non perdere seguaci specialmente fra i giovani. Per questo la Chiesa attraverso le parole del Papa e le encicliche ha provato ad aprirsi maggiormente ed essere più inclusiva e tollerante. Oggigiorno la chiesa di Cristo vanta oltre 2 miliardi di follower, circa il 25% della popolazione mondiale è cristiana, il che la rende una delle principali religioni del mondo. I missionari cristiani hanno diffuso la dottrina cristiana in tutti i continenti tranne l’Antartide, portando spesso ai popoli indigeni non solo la fede cristiana, ma anche i simboli e le esigenze della cultura occidentale, per questo il cristianesimo viene spesso identificato, nel bene e nel male, con la cultura occidentale.

MARIO D’IGNAZIO

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GDO, una panoramica dei trends di settore con Marco Santinoli

Abbiamo contattato Marco Santinoli, blogger appassionato di marketing per la grande distribuzione organizzata e consulente aziendale di lunga esperienza, per commentare alcuni trends di settore della distribuzione di prodotti alimentari 

Leggi questa statistica: nei centri commerciali italiani la distribuzione del vino è in calo del 10,7%, perché?

L’export di vino italiano, secondo i risultati presentati dall’Osservatorio Federvini nel suo rapporto del 2022, sta continuando a crescere, ma non ovunque. Ad allarmare però gli esperti del settore è stato il dato della grande distribuzione, che dopo aver registrato picchi altissimi durante i vari lockdown e la pandemia, ha visto un calo importante del 10,7%. Perché? Iniziamo con il dire che il vino gode ancora di ottima reputazione tra gli italiani: ben il 92% lo considera un’eccellenza agroalimentare, mentre l’82% sa che fa parte della dieta mediterranea e ritiene un consumo moderato non rischioso per la salute. Il vino quindi è ancora importante per gli italiani, ma le vendite sono in diminuzione nella grande distribuzione. Infatti, malgrado il vino non sia sceso di popolarità tra gli italiani, le previsioni di consumo non sono ottimali per i prossimi dodici mesi.

In generale, se il 73% dei consumatori non cambierà le proprie abitudini, la differenza tra chi prevede di aumentare o di ridurre i consumi sarà del 19% e a favore di chi prevede, soprattutto fuori casa, di diminuire il consumo di vino. Le previsioni, stando a quanto commentato da Marco Santinoli nel suo blog, sono legate principalmente ai gruppi di potere di spesa più bassi e al fatto che sempre meno persone andranno al bar o al ristorante. Il vino infatti, in totale stile mediterraneo, viene consumato soprattutto durante i pasti, in occasione delle feste ed eventi speciali e, anche se sempre più raramente, come aperitivo. Da segnalare anche che, il vino convenzionale, sta subendo una concorrenza da parte di quello misto, molto amato dai giovani, tra cui troviamo lo Spritz, altri cocktail a base di vino e il cosiddetto “ready-to-drink” in bottiglia. Ultima causa, ma non per questo meno importante, è la crescita degli acquisti online, che pur essendo ancora marginali, sono stati provati almeno una volta dal 29% dei consumatori.

Quale futuro per il vino italiano e gli altri prodotti alimentari made in Italy?

Guardando al futuro, anche se per ora i dati non sono incoraggianti, a medio termine e alle tendenze dei prossimi due-tre anni, il 22% degli italiani, complice anche una crescita della sensibilità nei confronti dell’ambiente e dei piccoli produttori, sceglierà e acquisterà vino proveniente da vigneti autoctoni.

Il 38% si rivolgerà invece verso i “vini verdi”, prodotti nel rispetto della natura e delle persone che lavorano all’interno dei vigneti, il 20% punterà soprattutto sui vini biologici e certificati e, infine, il 18% ha affermato che intende fare scelte più ecosostenibili anche nei confronti del vino che serve a tavola.

Anche la scelta dei formati e del packaging vedrà una rivoluzione e, se la grande distribuzione vorrà invertire questa tendenza negativa, dovrà puntare su imballaggi sostenibili e che si possano riciclare (preferiti dal 36% degli intervistati) oppure trovare delle soluzioni per proporre il vino sfuso (indicato come preferito dal 21% degli intervistati) nel loro assortimento.

Continua a leggere nel blog di Marco Santinoli: al supermercato sono sempre più introvabili i beni di prima necessità, perché?

Sempre più negozi di alimentari in Italia, ma non solo (lo stesso problema si sta verificando a livello mondiale), stanno mostrando questa estate scaffali vuoti che un tempo contenevano prodotti come pane, pasta, riso e carne. Colpa della guerra in corso in Ucraina, che sta mettendo a dura prova la catena di approvvigionamento, della mancanza di lavoratori e, anche (pur se in misura minore adesso), del Covid-19. Sebbene la scelta più scarsa possa ricordare la primavera del 2020, quando la carta igienica e i prodotti per la pulizia erano difficili da trovare, questa volta ci sono ulteriori problemi in gioco.

A quasi due anni dall’inizio della pandemia, inoltre, gli ostacoli nella catena di approvvigionamento continuano, ma le assenze dei lavoratori a causa dell’ampia portata e contagiosità della variante Omicron hanno svolto un ruolo significativo nella carenza di merci nei negozi. Nelle ultime settimane il settore ha però iniziato a mostrare i primi segni di ripresa. L’assenteismo provocato dal contagio da Omicron è di gran lunga il più grande fattore alla base di questo. Se infatti la grande distribuzione non ha persone per realizzare i prodotti, per spedire i prodotti, per consegnare e per immagazzinare i prodotti, è chiaro che ci troveremo sempre più spesso ad assistere a fenomeni come quello degli scaffali vuoti nei negozi.

Facciamo un altro esempio, con l’aiuto della stampa estera: la carta igienica era carente durante il covid ed è invece abbondante durante la guerra. I supermercati, in questo momento storico – così come altri punti di vendita di generi alimentari – stanno assistendo a carenze di prodotti alimentari poiché i fornitori stanno affrontando vere e proprie sfide, sia a causa del Covid, sia a causa della guerra in Ucraina. La variante Omicron, in tandem con i recenti blocchi alimentari provocati dalla Russia, ha esacerbato queste lacune e l’impatto si sta facendo sentire in tutto il settore alimentare. Questi problemi di rifornimento, neanche a dirlo, hanno fatto anche aumentare il prezzo di molti beni di prima necessità, come la pasta, che in alcuni negozi è cresciuta anche di sessanta-settanta centesimi. Quanto dureranno però queste carenze? Alcuni pensano che, conflitto in Ucraina permettendo, questa situazione dovrebbe risolversi tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, anche se è ancora troppo presto per dirlo con sicurezza.

Come difendersi correttamente da Europa Factor

Nel caso tu venga contattato da Europa Factor, non ci sarà nessun bisogno di difendersi. La cosa migliore da fare è informarsi attraverso il personale al fine di conoscere l’ammontare e l’origine del debito, e successivamente definire un piano di risanamento dell’insoluto. Da nostri riscontri, inoltre, ci risulta che Europa Factor è attenta nella verifica di eventuali “contestazioni del credito”.  Se stai chiedendo come difenderti da società di recupero, come Europa Factor, tieni a mente questi passaggi:

Contattare Europa Factor La cosa migliore da fare per difenderti da Europa Factor è quella di contattare l’azienda, informarsi e cercare di trovare una soluzione personalizzata per l’estinzione del debito. Consigliamo di instaurare un rapporto di collaborazione per ottenere degli sconti o facilitazioni su rateizzazioni nel caso abbiate difficoltà economiche documentabili. Al seguente link potete compilare il form per contattare Europa Factor ed essere contattati da un loro consulente:

Verifica dell’esigibilità Qualora pensi che sia stato commesso un errore, ti consigliamo di presentare una richiesta di verifica attraverso questo link,  compilando il modulo presente nel sito web dell’azienda. Europa Factor, come da noi appurato, procede rapidamente a ricontattarti dopo aver riscontrato le problematiche eventualmente presenti.

Non contattare un’associazione di difesa dei consumatori Queste associazioni richiedono il pagamento di una quota d’iscrizione per poter presentare una contestazione alla società di recupero. Con Europa Factor è possibile inviare gratuitamente la documentazione attraverso il sito dell’azienda. Inoltre, l’invio dell’istanza di persona riduce notevolmente i tempi di lavorazione della tua richiesta, che viceversa prevedono tempi molto più lunghi nel caso del coinvolgimento di associazioni di consumatori che, invece, inviano delle richieste collettive.

Non sporgere denuncia per truffa A differenza di quello che puoi leggere su internet, è da escludere che un’azienda di recupero crediti autorizzata, si muova per cercare di truffarti. Se vieni invitato a fornire spiegazioni in merito al mancato pagamento di un debito, la cosa migliore da fare è contattare l’azienda mediatrice e fornire le opportune spiegazioni. Una denuncia per truffa, in questi casi, verrebbe archiviata e sia tu che le autorità avrete perso del tempo prezioso per depositarla. La società di recupero inoltre potrebbe sporgere una controdenuncia per calunnia richiedendo il risarcimento dei danni per accusa ingiusta, ossia avvenuta solo per tentare di danneggiare l’immagine della finanziaria.

Cosa succede se non pago Europa Factor? Se non paghi Europa Factor andrai incontro ad una procedura di recupero crediti stragiudiziale o giudiziale. Nel primo caso, Europa Factor svolgerà un’azione di sollecito epistolare e ti farà contattare dai dipendenti e professionisti domiciliari per recuperare il credito insoluto. Nel secondo caso, sarai coinvolto nell’iter del recupero giudiziale ed andrai incontro ad un aumento dei costi a tuo carico. L’azione legale parte subito dopo il tentativo di recupero stragiudiziale. In questo caso dovrai nominare un difensore e costituirti nel procedimento civile come parte resistente. Meglio quindi trovare un accordo per te vantaggioso, prima. Attraverso il seguente link potete effettuare il pagamento a Europa Factor, tramite il seguente modulo:

Che cosa consigliano di fare le associazioni dei consumatori? Le associazioni dei consumatori consigliano, prima di tutto, di presentare un reclamo a pagamento attraverso la sottoscrizione di quote associative. Nel caso di Europa Factor, vi sconsigliamo di pagare un’associazione di consumatori per presentare reclamo, dato che Europa Factor accoglie reclami gratuitamente attraverso le stesse modalità che vengono utilizzate dalle associazioni che state contattando. Le associazioni consigliano anche di:

1) VERIFICA LA LORO LEGITTIMITA’ AD AGIRE: non è il caso di verificare aziende come Europa Factor, che sono infatti società legittimate e certificate, come riportate nella maggior parte dei casi sul loro sito web dell’azienda

2) LA VERIFICA DELLA SUSSISTENZA DEL DEBITO: è importante eseguire questa verifica e preparare la documentazione accessoria.

3) LA VERIFICA DI EVENTUALI CESSIONI DEL CREDITO NON COMUNICATE: vedi sopra

4) LA VERIFICA DI EVENTUALI PRESCRIZIONI SUBENTRATE: vedi sopra.

Come inviare un reclamo gratis ad Europa Factor – Per inoltrare segnalazioni o eventuali reclami, compilare il modulo che trovate in questa pagina del sito dell’azienda. Sarete ricontattati al più presto per risolvere le problematiche riscontrate.

A proposito di Europa Factor

Europa Factor è un’azienda italiana attiva nella gestione, nel recupero e nell’acquisto di crediti. Da 22 anni si impegna costantemente nella formazione del team di lavoro e nel miglioramento innovativo dei processi e dei servizi offerti ai clienti, senza mai perdere di vista la responsabilità sociale del contesto professionale in cui opera. Costituita nel 2003, nel giro di pochi anni Europa Factor spa ha fortemente incrementato i portafogli acquistati e gestiti, arrivando ad amministrare nel 2016 2.9 miliardi di euro di crediti. Nel 2018 si è avviata l’operatività della partecipata Credit Factor S.p.A., Joint Venture al 50% con IBL Banca, dedicata all’acquisto di NPL bancari e finanziari. 

Nel settore in cui opera, Europa Factor si distingue per: 

Visione innovativa: approccio, end to end, soluzioni personalizzate, know how e tecnologie di alto livello, 

Professionalità: guida dei progetti da parte del top management, 

Affidabilità: Europa Factor opera come intermediario finanziario con autorizzazione nuovo albo ex art. 106 TUB

Metodo: clusterizzazione dei portafogli e due-diligence accurata per segmento

Le domande frequenti degli utenti su Europa Factor: Che cos’è Europa Factor? Cosa sono i messaggi (sms) Europa Factor? Come contattare e Factor? Come pagare Europa Factor?

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Cosa puoi fare per difenderti da un’azione di recupero crediti

A chiunque può accadere di non riuscire a pagare i propri debiti in modo celere, ad esempio, una bolletta o un affitto in un momento in cui si è in difficoltà economica. Di solito non si verifica mai che un creditore decida di portare il debitore in un’aula di tribunale, ma attende un po’ di tempo per avere in modo pacifico il saldo del debito. Nel caso in cui il debitore ritarda troppo tempo, è possibile che il creditore decida di recuperare il credito affidandosi a un legale che potrebbe decidere di riscuotere in modo forzato il credito. L’avvocato invierà una lettera al debitore in cui ci sarà un invito a pagare entro una certa data, in caso contrario si inizierà una procedura giudiziale; ovviamente la somma avrà l’aggiunta degli interessi moratori oltre di quelli legali. Per cui puoi pagare, ma è chiaro che se avessi potuto pagare lo avresti già fatto, o hai l’alternativa di contattare lo studio legale per cercare di avviare una transazione. È sempre bene rivolgersi al legale che ha inviato la lettera e non al creditore che sarà arrabbiato e non accetterà scuse o altri ritardi. Nel caso in cui ritieni che il credito è frutto di un errore puoi rispondere alla lettera, tramite avvocato, con una contro diffida, in cui spiegherai le tue ragioni.

Il decreto ingiuntivo del creditore

Nel caso in cui dopo la lettera il debitore non ha intenzione di pagare potrà avere un decreto ingiuntivo dal giudice, con cui ordina al debitore di pagare entro quaranta giorni e se anche in questo caso il debitore non dovesse saldare il debito o non ci si oppone, si avvierà una procedura forzata di recupero del credito. Nel caso di una opposizione occorre essere certi di aver ragione perché, in caso contrario, il debitore dovrà pagare il debito iniziale con le spese derivate dal decreto ingiuntivo a cui si sommano quelle del giudizio di opposizione.

Debitore: come opporsi al recupero crediti?

Occorre tener presente che non bisogna far passare troppo tempo per opporsi al recupero crediti, in particolare se è nella fase esecutiva di riscossione forzata del debito. Se si decide di fare opposizione al precetto bisogna servirsi di un atto di citazione davanti a un giudice competente e può essere unita a un’istanza di sospensione dell’efficacia del titolo esecutivo. Se il giudice accorda la sospensione non si avrà il pignoramento per mancanza di titolo esecutivo.

 

 

Comunicato Stampa: Gianfranco Rienzi, Agosto 2022

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di agosto 2022 riguardante la presentazione dei servizi di ArchimediA Consulting s.r.l., studio innovativo che si pone come struttura di professionisti in grado di fornire assistenza, consulenza e formazione. Tra i senior partner di ArchimediA c’è Rienzi Gianfranco, consulente fiscale, imprenditore e revisore dei conti che vi presenteremo nell’articolo che segue. Curare gli aspetti di progettazione e definizione di un’impresa richiede la valutazione economia, finanziaria e fiscale utile a diagnosticare e controllare la gestione dell’impresa stessa, verificando la correttezza giuridica ed economica delle operazioni societarie. Al seguente link trovate alcuni dei servizi offerti da ArchimediA Servizi, che vengono raccolti, nel sito ufficiale dell’azienda, in tre categorie (Servizi per aziende, per privati e per immobiliare).

Chi è Gianfranco Rienzi

Gianfranco Rienzi (Firenze, 28 Settembre 1964) è un imprenditore, revisore dei conti e consulente fiscale, senior partner della società Archimedia Consulting srl operante nel settore delle elaborazioni contabili per conto terzi e dei servizi amministrativi e fiscali per aziende e privati. E’ stato Sindaco Revisore del Comune di Firenze dal 2006 al 2009 ha diretto con successo diverse società di capitali attive nel campo della consulenza legale e societaria e degli investimenti immobiliari in Italia. Gianfranco Rienzi vanta importanti esperienze professionali che gli hanno permesso di esercitare la professione di Revisore dei Conti presso le pubbliche amministrazioni e presso le società senza fini di lucro, maturando esperienze di primissimo livello oltre quella già menzionata come Sindaco Revisore del Comune di Firenze dal 2006 al 2009. Dal 1998 al 2005 è stato Sindaco Revisore dell’Associazione “Umberto Alberici – ONLUS”; dal 2000 al 2006 ha prestato la stessa funzione presso il Comune di Bagno a Ripoli; dal 2005 al 2008 è stato Revisore dei Conti presso l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario di Firenze e presso il Comune di Scandicci, nella stessa Provincia di Firenze. Nel 2012 è nominato Sindaco effettivo della Società A.G.P. Alberghi Gestione Propria S.p.A., operante nel settore alberghiero. 

Di Gianfranco Rienzi siamo a conoscenza delle numerose esperienze nel campo degli investimenti immobiliari di successo. Leggendo alcuni approfondimenti su internet, troviamo la sua firma in diversi contributi editoriali, per lo più riguardanti il business immobiliare e le novità sulle leggi fiscali in Italia e nel mondo. “E’ un mondo che mi affascina e per il quale non smetto mai di informarmi, soprattutto dal punto di vista legislativo e fiscale. Un tempo “investire sul mattone” significava “guadagno sicuro”; oggi non è più così. Si lavora, prima di tutto, per rientrare dell’investimento e, in un secondo momento, per trarre profitto nel medio periodo”.

Alcuni dei servizi offerti da ArchimediA

ArchimediA offre servizi specializzati nel campo fiscale curandone anche gli aspetti legali ed offrendo così una consulenza completa. Vengono curati tutti gli aspetti dei progetti, dalla definizione di un progetto imprenditoriale e le relative valutazioni economiche, finanziarie e fiscali, allo sviluppo di diagnosi e controllo di gestione, con interventi di tipo finanziario, organizzativo contabile, giuridico, fino alla eventuale cessazione di attività dove si rendono necessarie le verifiche di correttezza giuridica e di economicità delle operazioni.

Assistenza e Consulenza Fiscale, Consulenza in ambito societario, Acquisizioni e fusioni, Tutela della privacy, Perizie e valutazioni d’azienda, Finanza agevolata contributi e agevolazioni, Passaggio generazionale, Il Bilancio sociale, Formazione e aggiornamento, Incarichi sociali (amministratori, sindaci, revisori).

Servizi per privati – Un supporto completo per il contribuente: Abbiamo come obiettivo prioritario la protezione degli interessi del cliente. Contribuiamo alla pianificazione degli investimenti e ne supervisioniamo l’andamento – CONTINUA A LEGGERE

Supporto fiscale per compravendite immobiliari: Lo Studio fornisce assistenza completa nella fase pre e post contrattuale in occasione di compravendite aziendali ed immobiliari, compreso il rogito notarileCONTINUA A LEGGERE

Altre attività svolte da ArchimediA Consulting: Lo Studio, nonostante la chiara vocazione per l’attività di consulenza fiscale e societaria, svolge una serie di funzioni accessorie CONTINUA A LEGGERE

Intervista a Gianfranco Rienzi su Slomedia Magazine: La rivista online ha intervistato Gianfranco Rienzi per approfondire alcune normative fiscali – CONTINUA A LEGGERE

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Prestiti per giovani imprenditori: cosa sapere – I prestiti agevolati per imprenditori, appartengono ad una classe di finanziamenti particolari. Per l’erogazione è necessario coinvolgere l’agenzia del Ministero dell’Economia. Invitalia rappresenta in questo caso un punto di riferimento per quanto concerne investimenti e sviluppo d’impresa. In particolare si propone per erogare finanziamenti di tipo agevolato per gli imprenditori. Per richiedere questa tipologia di prestito è importante avere in mente un progetto imprenditoriale interessante.

Piccole e medie imprese, come funziona la richiesta?

Per quanto concerne piccole e medie imprese, i prestiti agevolati hanno per lo più la forma di un mutuo. Pensiamo per esempio a quelle aziende agricole che hanno bisogno di terreno su cui svolgere la propria attività imprenditoriale. Oppure il denaro chiesto in prestito può essere finalizzato all’acquisto di strumenti o materiali da utilizzare all’interno dell’impresa. I tassi di interesse di solito, pur trattandosi si prestiti agevolati, non sono bassi. Soprattutto il TAEG rappresenta il fattore che influenza maggiormente la somma complessiva da rimborsare alla banca.

Invitalia rappresenta ad esempio un punto di riferimento per quanto riguarda l’erogazione di prestiti agevolati per le imprese. In modo rapido e decisamente accessibile è possibile fare richiesta per un prestito anche per giovani imprenditori. Vediamo meglio nel dettaglio quali sono le proposte di Invitalia:

  • Prestiti  per nuove imprese a tasso zero: si tratta di finanziamenti dedicati ai giovani imprenditori con tasso di interesse pari a zero, solo sotto i 35 anni di età;
  • Prestito Resto al Sud: si tratta di un aiuto per le nuove imprese che nascono al Sud o nelle zone terremotate del Centro Italia, l’età per accendere questo tipo di finanziamento non deve essere superiore ai 46 anni;
  • Smart&Start Italia: parliamo di un finanziamento dedicato alle start-up innovative;
  • Cultura Crea: questo prestito viene elargito al fine di supportare la nascita e crescita di imprese e no profit, le quali lavorano nella cultura, in particolare sul territorio meridionale;
  • Selfiemployment: si tratta di un finanziamento erogato per i giovani NEET (fino a 29 anni) che hanno in progetto l’avvio di un’impresa propria. 

A quanto può arrivare un finanziamento agevolato per imprese? Il finanziamento agevolato per imprese solitamente può raggiungere fino a 1.500.000 euro, quindi una cifra elevata. DI solito per piani di investimento  entro 24 mesi dalla data della stipula del contratto. Parliamo più tecnicamente di una sorta di mutuo a tasso nullo, che ricopre zero una porzione pari al 75% delle spese. Infine il debito va sanato, con un piano di ammortamento che arriva ad un massimo di otto anni. 

 

 

 

Ultime Notizie su Massimo Palombella, Monsignore al Duomo di Milano

Massimo Palombella, conosciuto per essere uno dei direttori di coro più virtuosi che abbiamo in Italia, dopo aver lasciato il suo incarico alla Cappella Sistina, sembrava destinato a proseguire la sua carriera all’estero. Dapprima era stato chiamato a New York, ma poi lo scoppio della pandemia di Covid-19, oltre a fermare i voli internazionali e a chiudere i confini, gli ha impedito di prendere un aereo e di sbarcare sul suolo americano. In seguito era stato richiesto a Londra, più precisamente a Westminster, ma anche in questo caso non ha potuto concretizzare il suo progetto: colpa della Brexit, che dal 31 gennaio 2020 ha scompigliato il Regno Unito e cambiato le regole.

La nuova avventura di Massimo Palombella presso il Duomo di Milano

Ed è qui che, dopo tante peripezie e tanti intoppi dell’ultimo momento, è entrato in scena monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo di Milano, che venuto a sapere della disponibilità di Massimo Palombella, non ci ha pensato due volte a chiamarlo e a volerlo, fortemente, come direttore della nuova Cappella Musicale della cattedrale del capoluogo lombardo. Una presenza che, oltre ad aver dato notevole prestigio al Duomo di Milano, ha reso ancora più importante l’evento del 7 marzo 2022, quando il Grande Organo, dopo un meticoloso restauro, è tornato a suonare. Massimo Palombella, che è succeduto a don Claudio Burgio, il precedente direttore del coro del Duomo di Milano, oggi dirige ben 55 cantori, che possono essere ascoltati anche il lunedì, il mercoledì e il venerdì quando risuona anche il Grande Organo.

I dischi più belli di Massimo Palombella da ascoltare da casa

Massimo Palombella, oltre a essere da sei mesi il nuovo direttore di coro della Cappella Musicale del Duomo di Milano, ha prodotto numerosi CD di pregio, che possono essere ascoltati durante questo periodo di Quaresima per riflettere e prepararsi alla Passione di Cristo, uno degli eventi più toccanti e dolorosi della Settimana di Pasqua. Tra questi c’è “O Crux Benedicta”, uno dei suoi lavori più belli, una raccolta di 22 brani che narrano le Celebrazioni Papali e che, fin dal primo ascolto, lasciano meravigliati per la scrupolosa ricerca e le esecuzioni di altissimo livello. Questo CD, oltre a poter essere ascoltato durante la Quaresima, può anche essere usato come sottofondo musicale dai catechisti per introdurre alcuni dei temi pasquali più importanti, come il Giovedì Santo, il Venerdì Santo e l’attesa della Pasqua e della Resurrezione di Gesù.

Cultura e arte Duomo di Milano: scopri di più

Quando si parla di Milano, una delle prime cose che sicuramente ci viene in mente è il suo simbolo intramontabile: il Duomo. Fu iniziato da Gian Galeazzo Visconti nel 1386 e completato nell’arco di poco più di 400 anni, subendo anche svariate modifiche ed ammodernamenti nel corso degli anni. Il progetto inizialmente doveva seguire lo stile gotico lombardo ma fu proprio il Signore di Milano e fondatore della Veneranda Fabbrica del Duomo, Gian Galeazzo Visconti, ad invertire il progetto e decidere di utilizzare, al posto del mattone, il marmo di Candoglia. Questa decisione provocò una vera e propria rivoluzione di “stile”  che costrinse la Fabbrica a ricercare numerosissime figure, esperte del gotico, in tutti i cantieri di cattedrali europee. È così che nacque il gotico del Duomo ed è soprattutto per questo particolare motivo che è stato impossibile risalire alla persona che si occupò della fase di progettazione iniziale. Ma com’è fatto l’imponente Duomo di Milano? Vediamo di immergerci tra la storia e l’arte del simbolo di Milano.

La facciata

Nonostante gli architetti che pensarono ad una determinata proposta per la facciata del Duomo, per molti anni si utilizzò comunque quella della Chiesa di Santa Maria Maggiore, sulla quale stava avvenendo la costruzione. A partire dal 1683, invece, partì la demolizione della vecchia facciata quattrocentesca ma la scelta non fu presa in via definitiva fino al 1790 quando ad avere la meglio fu il progetto di Felice Soave. È però grazie all’intervento di Napoleone Bonaparte che avvenne la conclusione della facciata, come da lui stesso dichiarato alla vigilia della sua incoronazione nel giugno del 1805.

Le guglie

Quando parliamo delle guglie, definiamo sicuramente il tipico elemento dell’architettura gotica. Le guglie del Duomo sono ben 135 e ricche di ornati e di statue di ogni ordine di grandezza (più di 1800). Per quanto riguarda le misure, invece, la maggior parte delle guglie sono alte 17 metri.

Scultura

Un’altra particolarità del Duomo sono le sue 3400 statue e le 700 figure, inserite negli altorilievi marmorei. Inoltre, per diversi secoli il cantiere della Cattedrale ha volutamente prodotto delle statue che siano coerenti al clima culturale di ogni singolo momento storico.

La Madonnina

La Madonnina è il simbolo della città nonché la protettrice di tutti i milanesi ed è stata costruita in lastre di rame, sbalzate e dorate e sorrette da acciaio inossidabile. La costruzione avvenne sulla figlia più alta del Duomo alla fine del 1774.

Vetrate

Già a partire dalla fase iniziale dei lavori, gli architetti posero il problema di chiudere con vetri le finestre e la soluzione, inizialmente, proposta di quella di inserire dei vetri colorati. Nel 1403 si decise di modificare il progetto iniziale e di realizzare delle finestre con vetrate istoriate, in modo tale da rendere più semplice la lettura del racconto visivo religioso delle vetrate. Fu così che venne creato un linguaggio originale nell’arte vetraria grazie ad una particolare gamma cromatica di tessere vitree, creando un notevole interesse per tutto il patrimonio vetrario della Cattedrale di Milano. 

Pittura

Per quanto riguarda gli affreschi presenti nel Duomo di Milano, tra i pochi “superstiti” troviamo il Crocifisso tra la Madonna e i santi, il San Giovanni Battista e la Madonna della Rosa. Fù Carlo Borromeo a commissionare delle importanti opere di pittura come le pale degli altari progettati per le navate laterali e nel XVIII secolo vennero implementati gli affreschi con le tele dedicate alle Storie della Croce e del Santo Chiodo. Le tele vengono esposte, durante la festa del ritrovamento della Croce, attraverso il “rito della Nivola”.

MASSIMO PALOMBELLA

MASSIMO PALOMBELLA

MASSIMO PALOMBELLA

MASSIMO PALOMBELLA

MASSIMO PALOMBELLA

MASSIMO PALOMBELLA DUOMO DI MILANO

MASSIMO PALOMBELLA DUOMO DI MILANO

MASSIMO PALOMBELLA DUOMO DI MILANO

MASSIMO PALOMBELLA DUOMO DI MILANO

MASSIMO PALOMBELLA CAPPELLA SISTINA

MASSIMO PALOMBELLA CAPPELLA SISTINA

MASSIMO PALOMBELLA CAPPELLA SISTINA

MASSIMO PALOMBELLA CAPPELLA SISTINA

MASSIMO PALOMBELLA ULTIME NOTIZIE

MASSIMO PALOMBELLA ULTIME NOTIZIE

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MASSIMO PALOMBELLA ULTIME NOTIZIE

Informazioni sulla vita liturgica del Duomo di Milano

Il Duomo di Milano si sveglia presto, aprendo le sue porte, tutti i giorni, alle 06.50, quando il capoluogo meneghino inizia ad animarsi e, in settimana, i primi lavoratori hanno già iniziato il turno da quasi due ore. Appena dieci minuti dopo l’apertura, da lunedì a venerdì, il Duomo di Milano propone la prima Celebrazione Eucaristica della giornata, che si tiene alle 07.00 del mattino.  Nei giorni feriali, successivamente, ne seguono altre quattro (l’ultima alle 17.30 nella Cappella Feriale), mentre nei giorni festivi il numero delle Celebrazioni Eucaristiche sale a sei, con l’ultima che si svolge sempre alle 17.30. Per i fedeli che desiderano assistere alla Messa, la domenica c’è un appuntamento molto particolare presso la Cattedrale di Milano: l’Eucaristia capitolare in lingua latina, alle 11.00, ovvero la Messa originale in lingua latina, che si teneva in tutte le parrocchie prima del Concilio Vaticano Secondo e che poi è stata sostituita da quella in lingua italiana.

Gli altri appuntamenti liturgici del Duomo di Milano

Le Celebrazioni Eucaristiche non sono però l’unico appuntamento liturgico del Duomo di Milano. Il suo calendario infatti è molto ricco e comprende, da lunedì a sabato, anche la recita dell’Angelus (alle 12.00) e la recita del Rosario (alle 17.00), mentre la domenica, per chi desidera assistervi, ci sono in programma le Lodi mattutine (alle 10.30) e i Vespri e la Benedizione eucaristica (alle 16.00). Le confessioni invece hanno luogo, dalle 08.00 alle 18.00, nei pressi dell’altare della Madonna dell’Albero, da lunedì a sabato. La domenica, proprio a causa del calendario liturgico più ricco di appuntamenti, a cui i fedeli possono partecipare in modo libero, le confessioni si tengono dalle 08.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 18.00.

Accesso dei fedeli al Duomo di Milano

I fedeli, a partire dalle 06.50 del mattino, possono accedere al Duomo di Milano per la preghiera personale, per partecipare alle Celebrazioni Eucaristiche o per chiedere il Sacramento della Riconciliazione (la Confessione). Per farlo, possono usare due ingressi: il primo, aperto dalle 06.50 alle 08.30, è il transetto di San Giovanni Bono, la porta laterale del Duomo. Il secondo invece, che è anche quello utilizzato dai visitatori per accedere alla Cattedrale di Milano per poterla ammirare in tutta la sua bellezza, è la facciata, dove si trova anche la porta nord.  L’ingresso dalla facciata è aperto dalle 08.00 fino alle 19.00. Per motivi organizzativi, tuttavia, l’ultimo accesso è fissato per le 18.30. Una volta all’interno del Duomo, è obbligatorio indossare una mascherina che copra il naso e la bocca e disinfettarsi le mani all’ingresso. L’accesso alla Cattedrale, secondo le direttive emanate dall’Arcidiocesi di Milano il 29 marzo 2022, non è consentito a chi presenta sintomi influenzali oppure è sottoposto a quarantena.

Continua a leggere nel blog del direttore

Milano, i migliori professionisti in città: Avvocato Davide Cornalba

Riceviamo e pubblichiamo questo bellissimo articolo di approfondimento da parte dell’Avvocato Davide Cornalba del foro di Lodi, specializzato in cause civili legate al risarcimento del danno da fatto illecito. Lo studio legale dell’Avv. Davide Cornalba ha sedi in Milano, Corso di Porta Vittoria 18, e Lodi, Via XX Settembre 51. Grazie alla collaborazione di uno staff altamente specializzati, l’Avv. Davide Cornalba offre consulenze legali in materia di responsabilità civile in ambito di procedure di mediazione, in ambito giudiziale civile, in ambito giudiziale amministrativo, responsabilità penale, assistenza specialistica per opposizione a contravvenzioni, proposizione di denunce-querele, opposizioni a richieste di archiviazione.No al mantenimento alla figlia che non vuole lavorare, è questa la decisione del giudice che potrebbe segnare un cambiamento epocale. 

L’approfondimento del blog dell’Avv. Davide Cornalba. Una ragazza di ventidue anni residente a Gorizia aveva fatto ricorso per contrastare la revoca dell’assegno mensile che riceveva da parte del genitore divorziato. Non una storia a lieto fine, almeno non per la ragazza che dopo aver trascinato il padre in Tribunale non otterrà il sostentamento di cui aveva goduto fino a quel momento. A scatenare la rabbia del padre, tramutatasi poi nel rifiuto al mantenimento è stato il doppio «no» che la figlia Adele aveva risposto ai due datori di lavoro che le avevano offerto un contratto.  Inizialmente per l’intenzione della giovane di iscriversi a un corso di grafologia, idea poi accantonata per seguire un corso di due anni in ottica a Bologna che però aveva una frequenza ridotta di un solo giorno alla settimana perché riservato ai lavoratori. 

I due supremi giudici il Tribunale di Gorizia e la Corte di Appello di Trieste hanno revocato l’assegno spiegando che «il mancato raggiungimento dell’indipendenza economica di Adele dovesse imputarsi esclusivamente a sua colpa, per aver ingiustificatamente rifiutato plurime offerte di lavoro, nonostante difettasse ogni prova di sue particolari inclinazioni o attitudini o di sue ben precise aspirazioni professionali che l’avessero determinata a compiere, ed a seguire con costanza, una diversa e coerente scelta progettuale alternativa».

Resta l’assegno di 300 euro destinato al fratello diciottenne. Il padre avrebbe voluto evitare di pagarlo adducendo come motivazione lo scarso rendimento scolastico del figlio, che si è “ritirato al quarto anno per non essere bocciato, per le sue ripetute assenze, le note disciplinari, i suoi comportamenti inadeguati e ingiustificati”. La Cassazione ha approvato la decisione della Corte di Appello ribadendo che «non si poteva tenere conto della condotta morale» del ragazzo pertanto concedendo il mantenimento prestabilito.

AVV DAVIDE CORNALBA

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AVVOCATO DAVIDE CORNALBA

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NOTIZIE DI TENDENZA: Cyber sicurezza nazionale, gli obiettivi da raggiungere entro il 2026 per la resilienza

Si sente parlare sempre più spesso di cyber-security anche in ambito di sicurezza nazionale e non solo in ambito privato. Non solo le aziende quindi devono attuare delle strategie difensive e di resilienza ma anche i governi di tutto il mondo. L’Italia ha una propria strategia nazionale per la cyber-security: dopo l’approvazione del Comitato Interministeriale sulla Cybersecurity (CIC) presieduto dal Presidente del Consiglio Mario Draghi lo scorso 18 maggio, è stata annunciata dal Vicepresidente la cyber strategy elaborata dall’Agenzia Nazionale per la Cyber ​​Security. Lo Stato lo ha formalmente presentato al presidente del Consiglio Franco Gabrielli, quale agenzia delegata per la sicurezza della repubblica, e al direttore dell’agenzia stessa, Roberto Baldoni.

È necessario intensificare i progetti di sviluppo tecnologico per poter avere un adeguato livello di autonomia strategica e poter disporre della nostra sovranità digitale.  Per evitare e contrastare le minacce alla cyber-sicurezza è necessario studiare un approccio che preveda l’adozione di misure di prevenzione e mitigazione del rischio per aumentare la resilienza delle cosiddette infrastrutture digitali. Pertanto, definendo una strategia cibernetica e un relativo piano di attuazione, il governo mira ad affrontare le sfide tipiche di una dimensione ben definita del ciberspazio:

– Rafforzare la resilienza dei sistemi nazionali e la trasformazione digitale;

– Raggiungere l’autonomia strategica a livello di rete;

– Prevedere l’evoluzione delle minacce informatiche;

Come definire la gestione della crisi informatica

Una strategia la cui importanza è stata ampiamente sottolineata dal Presidente del consiglio Mario Draghi: “Le nuove forme di competizione strategica che caratterizzano lo scenario geopolitico impongono all’Italia di proseguire e, dove possibile, incrementare le iniziative in materia di cyber security. Dobbiamo tenere fede agli impegni assunti nell’ambito delle organizzazioni internazionali a cui l’Italia partecipa, anche tenuto conto dell’elevata qualità e dei massicci investimenti realizzati dai principali alleati e partner internazionali. È dunque necessaria una puntuale rivisitazione nella concezione e nella visione strategica dell’architettura nazionale di cyber security”.

Il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale

L’Unione Europea ha deciso di regolamentare l’intelligenza artificiale, per chi non lo sapesse per intelligenza artificiale si intendono quei sistemi informatici intelligenti che sono in grado di simulare le capacità oltre che il comportamento umano, anche quando si tratta di pensiero.

L’intelligenza artificiale ha iniziato a far parte della nostra vita molti anni fa e si possono rintracciare degli esempi in molte delle realtà che fanno parte della nostra vita di tutti i giorni. Alcuni esempi tre più noti riguardano gli assistenti virtuali come Siri o Alexa che rispondono ai comandi vocali ma anche una piattaforma come Netflix una delle più utilizzate per lo streaming utilizza dei sistemi predittivi che si basano sull’intelligenza artificiale per consigliare i migliori programmi e film ai suoi utenti. L’obiettivo dell’UE è quello di assicurare ai suoi cittadini i diritti fondamentali mentre beneficiano delle nuove tecnologie. Per questo Bruxelles ha intrapreso un percorso per definire gli elementi fondamentali relativi alla regolazione del mondo relativo all’intelligenza artificiale.

A partire dal 2017 sono cominciate le indagini e gli studi per comprendere la portata dell’intelligenza artificiale, specialmente per garantire la protezione dei dati e per quanto riguarda anche il diritto digitale insieme alle norme mediche. È importante garantire il rispetto dei diritti dei cittadini stabilendo una normativa pertinente. In tema di legislazione l’Europa è infatti indietro sui tempi, specialmente rispetto a nazioni come Cina e Brasile.

Questo ritardo ha comportato, tra le altre cose, anche la mancata possibilità di lanciarsi come leader nel settore. L’intelligenza artificiale è una realtà ormai insidiata nel nostro quotidiano ed è necessario quanto prima che vengono stabilite le leggi a garanzia dei cittadini e dei consumatori. La lentezza del processo è da attribuire larga parte alla complessità della materia. Al momento è stata presentata una bozza e il Parlamento Europeo approverà la sua posizione sul quadro sull’intelligenza artificiale presto, entro la fine del 2022. 

PIETRO MOLLICA TINDARO

EUROPA FACTOR SPA

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Cosa prevede la normativa per l’eredità tra conviventi

Molte persone al giorno d’oggi scelgono di non sposarsi ma di convivere e magari costruire una famiglia ma cosa prevede la normativa per l’eredità tra conviventi? Al momento per la normativa vigente non è prevista alcuna successione ereditaria per i conviventi, nonostante sia una convivenza di fatto formalizzata, sia con che senza figli. L’unica differenza vale per i figli a cui va l’eredità in ogni caso. Al coniuge convivente rimasto vedovo non spetta automaticamente l’eredità dell’ex partner, a meno che non vi sia un testamento scritto. Grazie all’approvazione della legge Cirinnà le convivenze di fatto sono state riconosciute come famiglia, la cui formalizzazione avviene mediante una registrazione all’ufficio anagrafe del proprio comune di residenza. Una coppia che non intende sposarsi può quindi formalizzare la convivenza in comune senza dover necessariamente convolare a nozze. 

Sorge dunque spontanea una domanda: la formalizzazione implica diritti e doveri differenti da quelli previsti dal matrimonio tradizionale, tipo Carlo Del Pero?

In pratica in Italia il defunto può scegliere di destinare i propri beni a chi vuole, salvo dover tenere fede a una quota di legittima, cioè quella parte di eredità che spetta di diritto agli eredi legittimari e che non può essere ridotta o annullata dalle volontà espresse dal testamento. Tra gli eredi legittimi non rientra però il convivente, nonostante il riconoscimento di una serie di diritti per conviventi, la normativa vigente non ha previsto disposizioni specifiche per l’eredità tra conviventi senza figli. Detto in soldoni, i conviventi specialmente senza figli, non hanno particolari diritti successori e nemmeno il contratto di convivenza registrato in comune può facilitare l’accesso all’eredità. In pratica se uno dei due conviventi muore l’altro non ha alcun diritto successorio, a meno che il partner non abbia espresso le sue volontà tramite testamento. Non cambia molto neppure nel caso di convivenza con figli, al convivente non spetterebbe comunque nulla senza una volontà scritta nel testamento.  

MOLLICA PIETRO TINDARO

MOLLICA PIETRO TINDARO

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ANTONIO LOMBARDI SALERNITANA

ANTONIO LOMBARDI SALERNITANA

ANTONIO LOMBARDI SALERNITANA

ANTONIO LOMBARDI SALERNITANA

ANTONIO LOMBARDI SALERNITANA

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MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

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MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

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FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

L’inquietante tecnologia di riconoscimento facciale a New York

Superposition, lo studio di design con sede nei Paesi Bassi che si occupa di esperienze interattive, ha svelato un nuovo progetto con Amnesty International, attraverso una ricerca che fa riflettere sulla tecnologia di riconoscimento facciale invasivo (FRT). In questo caso a New York. Parte della campagna Ban the Scan di Amnesty, Inside the NYPD’s Surveillance Machine è un progetto interattivo di visualizzazione dei dati che consente agli utenti di tracciare un percorso a piedi attraverso New York per verificare quali tratti sono esposti alla video-sorveglianza. In un comunicato, Amnesty ha spiegato bene che FRT è stato impiegato nei video di protesta di Black Lives Matter nel 2020 per identificare, rintracciare e molestare le persone che stanno semplicemente esercitando i propri diritti umani. Il sito Ban the Scan di Amnesty International spiega: “I macchinari di sorveglianza del dipartimento di polizia di New York City (NYPD) minacciano in modo sproporzionato i diritti dei newyorkesi non bianchi”. La tecnologia FRT viola il diritto alla privacy e consente ai poliziotti che si rivelano poi razzisti di abusarne. La polizia della grande mela ha utilizzato la tecnologia in 22.000 casi tra il 2016 e il 2019.

Per sollecitare il Comune di New York a vietarne l’uso, Superposition ha pensato di creare un’esperienza digitale interattiva che fosse ampiamente accessibile e trasmettesse l’urgenza della questione. Superposition ha usato un servizio conforme al GDPR per la geolocalizzazione per proteggere la privacy dei visitatori. I risultati incoraggiano l’utente a farsi un’opinione sull’argomento” e ad agire firmando la petizione o inviando una lettera di protesta al proprio consigliere comunale. La ricerca di Amnesty International e Superposition si è basata sul lavoro di oltre 7.000 volontari digitali che hanno analizzato i panorami di Google Street View di ogni incrocio di New York City. Sono state identificate 25.500 telecamere pubbliche e private in 43.000 incroci. Nel comunicato, Amnesty aggiunge che i dati raccolti in crowdsourcing sono probabilmente un conteggio insufficiente. L’esperienza aiuta così a diffondere la consapevolezza sulla questione e a promuovere l’obiettivo di Amnesty International di ottenere un divieto

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

FRANCESCO GADALETA

I creatori di South Park hanno trasformato Kendrick Lamar in un deepfake 

Il nuovo video musicale di Kendrick Lamar ha subito parlare di sé. Il videoclip di ‘The Heart Part 5’ è l’ultimo singolo del rapper americano che ci ha abituato da sempre alle sue sperimentazioni. Solo la prima notte online il video aveva accumulato 12 milioni di visualizzazioni, piazzandosi saldamente alla posizione numero uno dei trend musicali di Youtube, dove probabilmente rimarrà per molto tempo. Esplorando l’identità e la relazione di Lamar con altre figure iconiche e controverse, come fa spesso l’artista attraverso la sua serie The Heart, The Heart Part 5 vede Lamar trasformarsi in versioni deepfake di alcune personalità cult.

Lo sfondo del video cambia dal marrone al rossiccio e Lamar inizia a rappare, guardando leggermente fuori campo: “Man mano che invecchio, mi rendo conto che la vita è prospettiva. E la mia prospettiva potrebbe essere diversa dalla tua”.

Un video che rappresenta forse un modello per quelli che seguiranno.

Le immagini prendono una piega leggermente più inquietante quando il rapper Lamar fa per trasformarsi nell’ex star della NFL OJ Simpson, nel rapper Kanye West, nell’attore di “Empire” Jussie Smollett e nella star di Hollywood Will Smith, così come nella defunta star dell’NBA Kobe Bryant e nel rapper ucciso Nipsey Scossone.

Il pesante lavoro di deepfake è attribuito a Deep Voodoo, uno studio che nel 2020 ha lavorato ai video virali di Sassy Justice, una serie di satire con Trump e Zuckerberg deepfake. Come discusso in un’intervista con Dave Itzkoff sul New York Times, mentre i creatori non si sono immediatamente identificati, Deep Voodoo è opera di Trey Parker e Matt Stone, i creatori dello show South Park. Nell’intervista, i due spiegano di aver iniziato a lavorare con la tecnologia per Sassy Justice perché “tutti avevano tanta paura dei deepfake”, ma anche per esplorare il suo potenziale come forma d’arte. 

https://www.reddit.com/user/massimopalombella/comments/khfsch/masterclass_con_mons_massimo_palombella/

https://www.reddit.com/user/massimopalombella/comments/khfs47/masterclass_con_mons_massimo_palombella/

https://www.esercizistorici.it/blog-monsignor-palombella-introduce-la-cappella-sistina-1716

https://www.radiogladio.it/habemus-papam-tra-i-cd-piu-belli-di-monsignor-massimo-palombella/

http://www.europa-in.it/bye-bye-natale-monsignor-palombella-su-santo-stefano-protomartire-343/