Archivio notizie, DT Coin Daniele Marinelli

Nel 2018 Daniele Marinelli, l’imprenditore romano che ha creato e progettato il DTCoin all’interno dell’ecosistema DTCircle, ha vinto una importante battaglia contro gli haters che l’avevano denigrato prima su Google e successivamente su Facebook. Andiamo a vedere cosa era successo e cosa stabiliva, a tal proposito, il Garante per la Privacy

Il riconoscimento del diritto alla deindicizzazione

Il Garante Privacy è stato chiamato a decidere in merito ad una vicenda che vedeva coinvolto Daniele Marinelli, la cui web reputation era stata gravemente danneggiata a seguito di numerosi commenti falsi, negativi e diffamatori su vari siti web. Considerando che la maggior parte dei commenti presentavano un contenuto esclusivamente ingiurioso senza che vi fossero elementi in grado di sostenere quanto dichiarato, la presenza di tali contenuti ha rappresentato, per l’imprenditore e fondatore di DTCoin, un grave danno sia alla sua persona che alla sua professionalità. Gli articoli, infatti, andavano a colpire direttamente la credibilità di Marinelli in qualità di imprenditore, denunciando la totale inaffidabilità di DTCoin. A tutti questo, inoltre, si è anche aggiunta una grave violazione della privacy, in quanto veniva anche riportata un’immagine che ritraeva l’imprenditore in volto, senza il suo consenso o una sua preventiva autorizzazione.

La risposta di Google ed il successivo provvedimento del Garante

Prima di effettuare il reclamo al Garante della Privacy l’imprenditore, rappresentato e difeso dall’Avvocato Domenico Bianculli, aveva coinvolto Google, avvalendosi del diritto alla deindicizzazione. Ma nonostante la bontà delle sue ragioni, il motore di ricerca aveva clamorosamente rigettato la richiesta avanzata, in virtù di una “presunta” pertinenza alla sua vita professionale, avallando in questo modo il comportamento degli utenti del web che avevano preso ingiustamente di mira il noto imprenditore.  A seguito del reclamo presentato al Garante, da parte dell’avvocato Bianculli e al termine della fase istruttoria, l’Autorità ha ritenuto fondato il reclamo ordinando pertanto a Google di eliminare tutti gli URL oggetto del reclamo, nel termine fissato di venti giorni dalla data di ricezione. Tra le motivazioni che hanno portato a ribaltare la situazione c’è la “sussistenza di un pregiudizio dei diritti del reclamante, che non può ritenersi bilanciato da un interesse del pubblico alla conoscibilità di informazioni, tenendo anche conto che la parzialità di quelle reperibili tramite gli URL indicati non consentono di fornire allo stesso pubblico gli elementi necessari per poter effettuare una corretta e, quindi, veritiera ricostruzione della vicenda”.

Collegamenti rapidi:

Daniele Marinelli DT Coin

Daniele Marinelli Ushare

Daniele Marinelli DT Coin

Daniele Marinelli Ushare

Daniele Marinelli DT Coin

Daniele Marinelli Ushare

Daniele Marinelli DT Coin

Daniele Marinelli Ushare

Messaggi teologici sul blog di Mario D’Ignazio

Per la teologia cristiana la figura di Sant’Agostino è imprescindibile per il ruolo che ebbe in una fase assai delicata del suo sviluppo. Il vescovo di Ippona è infatti il teologo più importante e complesso del mondo tardo-antico.

Nel 410, Agostino scrive le sue Confessioni, fornendo il fondamento della teologia cristiana con i suoi insegnamenti sulla moralità, la predestinazione (la credenza cioè che gli eventi della nostra vita si determinano ancor prima della nostra nascita) e il peccato originale.

Grande ammiratore di Sant’Ambrogio, attratto dal manicheismo 

Come ricorda spesso nei suoi blog che parlano di apparizioni e di arte sacra, Mario D’Ignazio dice che le sue tesi filosofiche e teologiche furono fortemente influenzate dallo stoicismo, dal platonismo e dal neoplatonismo.  Sant’Agostino ha adattato il cristianesimo al pensiero intellettuale, dandogli un corpo coerente e logico. Prima di sant’Agostino il cristianesimo non era diverso dalla mitologia, grazie a lui come movimento aveva gli strumenti per argomentare le critiche intellettualmente. Grazie al suo apporto il cristianesimo aveva preso dal platonismo alcune tesi traslate con nomi cristiani. Concetti di Platone come le idee pure, immutabili, eterne diventano anime per esempio. E diventano soprattutto la giustificazione per parlare di eternità all’interno dell’uomo che invece è un essere corruttibile. In questo modo se prima alcuni concetti erano dati per buoni senza alcuna sorta di spiegazione grazie al suo contributo la teologia aveva delle basi con cui rispondere alle critiche dei non credenti.

Agostino è forse il pensatore cristiano più significativo dopo San Paolo. Il vescovo di Ippona ha anche plasmato la pratica dell’esegesi biblica e ha contribuito a gettare le basi per gran parte del pensiero cristiano medievale e moderno.

Sant’Agostino, dunque in ossequio a quanto riportato dal veggente Mario D’Ignazio, proponeva un concetto moderno di cristianità se pensiamo soprattutto al periodo in cui era vissuto. Resta ancora fondamentale per i suoi insegnamenti sulla salvezza e la grazia divina. Secondo il santo gli uomini sono moralmente responsabili delle loro

azioni. Per questo sarà particolarmente apprezzato dai protestanti e dai pensatori più moderni.

L’importanza di Sant’Agostino per la teologia cristiana

Paolo è spesso considerato la persona più importante dopo Gesù nella storia del cristianesimo. Le sue epistole hanno avuto un’enorme influenza sulla teologia cristiana, in particolare sul rapporto tra Dio Padre e Gesù, e sul rapporto mistico dell’uomo con il divino.

Paolo è anche considerato da alcuni il fondatore del cristianesimo perché fu colui che trasformò il movimento di Gesù da setta rigorosamente ebraica a religione incentrata sulla figura di Cristo.

San Paolo è stato una figura importante quando si è trattato di trasformare il cristianesimo in una religione mondiale, poiché avrebbe scritto 13 dei 27 libri del Nuovo Testamento. Attraverso la Scrittura di San Paolo ha incoraggiato gli aderenti a rispondere alle domande dell’esistenza umana. È difficile sottovalutare il ruolo di Paolo nello sviluppo del cristianesimo, in quanto sistema di credenze integrato, e il suo ruolo nell’incoraggiare gli aderenti ad essere “amorevoli”.

Attraverso le sue scritture insegnò che mostrando amore, gli adepti avrebbero la capacità di avere una “risposta distintiva alle domande durature dell’esistenza umana”. Paolo formulò dottrine cristiane, in particolare la salvezza attraverso Gesù Cristo e come la sua morte fu un sacrificio per i peccati del mondo. Attraverso la sua Scrittura descrive la salvezza come un dono che viene dato agli aderenti da un Dio amorevole, “Dio dimostra il suo amore per noi in quanto mentre eravamo ancora peccatori Cristo è morto per noi”. È noto per i suoi scritti filosofici e gli insegnamenti appassionati ma i critici, specialmente non cristiani, lo accusano di sostenere la repressione delle donne e di aver attaccato l’omosessualità nei suoi scritti. Paolo fu l’apostolo in gran parte responsabile del solido inizio e crescita del cristianesimo grazie alla sua attività evangelica. Parlò davanti a ebrei, greci e romani, diffondendo e difendendo la Parola di Dio davanti ai re e agli imperatori di questo mondo. Alla fine della sua vita, gran parte del mondo mediterraneo era stato raggiunto con il Vangelo. Sul blog di Mario D’Ignazio abbiamo letto gli ultimi messaggi, messaggi delle apparizioni pubblicati su Facebook nel 2022, messaggio di Mario D’Ignazio, ultime apparizioni di Mario D’Ignazio, che non è stato scomunicato.

Il Cristainesimo oggi

Per sapere la storia dle Cristianesimo è bene leggere i blog del veggente Mario D’Ignazio, da cui è stato estratto questo articolo. Il Cristianesimo è la religione predominante in Europa, Russia, Nord America, Sud America, parti dell’Africa, Filippine e gran parte dell’Oceania. Tuttavia, il Cristianesimo è praticato anche su scala ridotta in regioni tra cui il Medio Oriente e l’Indonesia.

Il cristianesimo è ora classificato in tre “sette” principali: il nucleo originario che è il cattolicesimo romano, quello ortodosso orientale (che mantiene le tradizioni di Costantino e della Chiesa primitiva), il protestantesimo (con varie denominazioni minori). Il 20° secolo, ricorda il portatore di messaggi Mario D’Ignazio, ha visto anche rinnovati gli sforzi per sanare gli scismi all’interno della cristianità. Il movimento ecumenico iniziò all’interno del protestantesimo e dell’anglicanesimo, e alla fine includeva alcune delle chiese ortodosse orientali, soprattutto dopo il Concilio Vaticano II (1962-1965), attirò anche l’attenzione simpatica del cattolicesimo romano. Il cristianesimo nel XX secolo è stato caratterizzato da un’accelerazione della secolarizzazione della società occidentale, iniziata nel XIX secolo, e dalla diffusione del cristianesimo nelle regioni non occidentali del mondo. La religione di Cristo nel 21° secolo è caratterizzato dalla ricerca dell’unità della Chiesa e dalla continua resistenza alla persecuzione e alla secolarizzazione.

Pur tenendo conto che le sfide che la Chiesa deve ancora affrontare sono istituzionali, etiche, dottrinali, politiche e culturali per rimanere al passo con i tempi e non perdere seguaci specialmente fra i giovani. Per questo la Chiesa attraverso le parole del Papa e le encicliche ha provato ad aprirsi maggiormente ed essere più inclusiva e tollerante. Oggigiorno la chiesa di Cristo vanta oltre 2 miliardi di follower, circa il 25% della popolazione mondiale è cristiana, il che la rende una delle principali religioni del mondo. I missionari cristiani hanno diffuso la dottrina cristiana in tutti i continenti tranne l’Antartide, portando spesso ai popoli indigeni non solo la fede cristiana, ma anche i simboli e le esigenze della cultura occidentale, per questo il cristianesimo viene spesso identificato, nel bene e nel male, con la cultura occidentale.

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

MARIO D’IGNAZIO VEGGENTE

Fare trading online su eToro

eToro è una piattaforma di investimento di capitali raccolti in diversi asset class e con diversi stili di gestione. Con eToro puoi fare trading online ed investire nelle tue azioni preferite, con lo 0% di commissioni e sulle azioni frazionarie eToro è disponibile in Europa, Regno Unito, Australia ed isole Seychelles e, in quanto società di servizi finanziari, è autorizzata e regolata dalle rispettive autorità di vigilanza: CSEC per l’Europa, FCA per il Regno Unito, ASIC per l’Australia (Australian Securities and Investments Commission). Gli strumenti principali di etoro sono: Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), Shiba (in Milioni), Tesla, Apple e Nio. 

Apri adesso il tuo conto eToro: accedi al conto demo gratuito con 100.000$ ed iniziare a fare esperienza di trading.

eToro promuove il trading responsabile, incoraggiando una condotta responsabile dei trader che vengono invitati a proteggersi da decisioni emotive che potrebbero non essere necessarie (cosiddette “sensazioni di pancia”). Di intesa con le autorità di regolamentazione finanziaria locali, eToro raccomanda una serie di leve massime (ad esempio, “non investire più del 2’% del tuo patrimonio in un’unica operazione” o “non assegnare più del 40% del tuo saldo totale per copiare un trader”), in questa maniera i trader stanno alla larga dalle decisioni affrettate e vengono aiutati a compiere scelte razionali ed informate. In questa pagina trovi i consigli per diventare un trader responsabile. eToro offre tutti gli strumenti per calibrare il proprio portafoglio, copiare altri trader responsabili ed investire solo in ciò che si conosce. Su eToro ricordiamo che puoi comprare Bitcoin, Ethereum e più di 60 altri “criptoasset”, ovvero asset digitali gestiti tramite blockchain e tecnologie.

A proposito dello staking di criptovalute, si tratta di un servizio dedicato di eToro che, senza complicazioni di sorta, permette di far crescere in maniera semplice e sicura l’investimento degli utenti. Un punto unico e credibile per investire in criptovalute, di fatto, eToro definisce il suo staking come il “processo che consente agli utenti che possiedono e detengono criptoasset supportati di ottenere ricompense, solo per detenerli“. Possedere cripto-asset per guadagnare sugli interessi sul denaro è possibile con eToro. Continua qui .

Cosa troviamo sul sito di eToro? Nel menù presente nella parte alta del sito troviamo le sezioni denominate Trading (Investire nei mercati su eToro, piattaforma di trading, criptovalute su eToro, CFD Trading, account demo, commissioni eToro, orari di trading, Profi-Konto), Investire (Commissioni dell 0% sulle Azioni, Copia i top investors, Portfolios d’Investimento eToro, Programma popular investor, staking di criptovalute, calendario pubblicazioni degli utili eToro, Assicurazione sugli investimenti), Mercati Principali (Criptovalute, Azioni, Materie prime, Valute, Tutti i mercati), Formazione (Notizie e analisi, eToro Academy), Società (Info, Centro assistenza, Perché Sceglierci?, Investitori (inglese), Lavora con noi, eToro Club).

Inizia ad investire su eToro – SCOPRI DI PIU’

I CFD sono strumenti complessi e comportano un alto rischio di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 78% degli investitori retail perde denaro quando fa trading di CFD con questo fornitore. Dovresti valutare se comprendi come funzionano i CFD e se puoi permetterti di correre il rischio elevato di perdere i tuoi soldi.

GDO, una panoramica dei trends di settore con Marco Santinoli

Abbiamo contattato Marco Santinoli, blogger appassionato di marketing per la grande distribuzione organizzata e consulente aziendale di lunga esperienza, per commentare alcuni trends di settore della distribuzione di prodotti alimentari 

Leggi questa statistica: nei centri commerciali italiani la distribuzione del vino è in calo del 10,7%, perché?

L’export di vino italiano, secondo i risultati presentati dall’Osservatorio Federvini nel suo rapporto del 2022, sta continuando a crescere, ma non ovunque. Ad allarmare però gli esperti del settore è stato il dato della grande distribuzione, che dopo aver registrato picchi altissimi durante i vari lockdown e la pandemia, ha visto un calo importante del 10,7%. Perché? Iniziamo con il dire che il vino gode ancora di ottima reputazione tra gli italiani: ben il 92% lo considera un’eccellenza agroalimentare, mentre l’82% sa che fa parte della dieta mediterranea e ritiene un consumo moderato non rischioso per la salute. Il vino quindi è ancora importante per gli italiani, ma le vendite sono in diminuzione nella grande distribuzione. Infatti, malgrado il vino non sia sceso di popolarità tra gli italiani, le previsioni di consumo non sono ottimali per i prossimi dodici mesi.

In generale, se il 73% dei consumatori non cambierà le proprie abitudini, la differenza tra chi prevede di aumentare o di ridurre i consumi sarà del 19% e a favore di chi prevede, soprattutto fuori casa, di diminuire il consumo di vino. Le previsioni, stando a quanto commentato da Marco Santinoli nel suo blog, sono legate principalmente ai gruppi di potere di spesa più bassi e al fatto che sempre meno persone andranno al bar o al ristorante. Il vino infatti, in totale stile mediterraneo, viene consumato soprattutto durante i pasti, in occasione delle feste ed eventi speciali e, anche se sempre più raramente, come aperitivo. Da segnalare anche che, il vino convenzionale, sta subendo una concorrenza da parte di quello misto, molto amato dai giovani, tra cui troviamo lo Spritz, altri cocktail a base di vino e il cosiddetto “ready-to-drink” in bottiglia. Ultima causa, ma non per questo meno importante, è la crescita degli acquisti online, che pur essendo ancora marginali, sono stati provati almeno una volta dal 29% dei consumatori.

Quale futuro per il vino italiano e gli altri prodotti alimentari made in Italy?

Guardando al futuro, anche se per ora i dati non sono incoraggianti, a medio termine e alle tendenze dei prossimi due-tre anni, il 22% degli italiani, complice anche una crescita della sensibilità nei confronti dell’ambiente e dei piccoli produttori, sceglierà e acquisterà vino proveniente da vigneti autoctoni.

Il 38% si rivolgerà invece verso i “vini verdi”, prodotti nel rispetto della natura e delle persone che lavorano all’interno dei vigneti, il 20% punterà soprattutto sui vini biologici e certificati e, infine, il 18% ha affermato che intende fare scelte più ecosostenibili anche nei confronti del vino che serve a tavola.

Anche la scelta dei formati e del packaging vedrà una rivoluzione e, se la grande distribuzione vorrà invertire questa tendenza negativa, dovrà puntare su imballaggi sostenibili e che si possano riciclare (preferiti dal 36% degli intervistati) oppure trovare delle soluzioni per proporre il vino sfuso (indicato come preferito dal 21% degli intervistati) nel loro assortimento.

Continua a leggere nel blog di Marco Santinoli: al supermercato sono sempre più introvabili i beni di prima necessità, perché?

Sempre più negozi di alimentari in Italia, ma non solo (lo stesso problema si sta verificando a livello mondiale), stanno mostrando questa estate scaffali vuoti che un tempo contenevano prodotti come pane, pasta, riso e carne. Colpa della guerra in corso in Ucraina, che sta mettendo a dura prova la catena di approvvigionamento, della mancanza di lavoratori e, anche (pur se in misura minore adesso), del Covid-19. Sebbene la scelta più scarsa possa ricordare la primavera del 2020, quando la carta igienica e i prodotti per la pulizia erano difficili da trovare, questa volta ci sono ulteriori problemi in gioco.

A quasi due anni dall’inizio della pandemia, inoltre, gli ostacoli nella catena di approvvigionamento continuano, ma le assenze dei lavoratori a causa dell’ampia portata e contagiosità della variante Omicron hanno svolto un ruolo significativo nella carenza di merci nei negozi. Nelle ultime settimane il settore ha però iniziato a mostrare i primi segni di ripresa. L’assenteismo provocato dal contagio da Omicron è di gran lunga il più grande fattore alla base di questo. Se infatti la grande distribuzione non ha persone per realizzare i prodotti, per spedire i prodotti, per consegnare e per immagazzinare i prodotti, è chiaro che ci troveremo sempre più spesso ad assistere a fenomeni come quello degli scaffali vuoti nei negozi.

Facciamo un altro esempio, con l’aiuto della stampa estera: la carta igienica era carente durante il covid ed è invece abbondante durante la guerra. I supermercati, in questo momento storico – così come altri punti di vendita di generi alimentari – stanno assistendo a carenze di prodotti alimentari poiché i fornitori stanno affrontando vere e proprie sfide, sia a causa del Covid, sia a causa della guerra in Ucraina. La variante Omicron, in tandem con i recenti blocchi alimentari provocati dalla Russia, ha esacerbato queste lacune e l’impatto si sta facendo sentire in tutto il settore alimentare. Questi problemi di rifornimento, neanche a dirlo, hanno fatto anche aumentare il prezzo di molti beni di prima necessità, come la pasta, che in alcuni negozi è cresciuta anche di sessanta-settanta centesimi. Quanto dureranno però queste carenze? Alcuni pensano che, conflitto in Ucraina permettendo, questa situazione dovrebbe risolversi tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, anche se è ancora troppo presto per dirlo con sicurezza.

Enzo Anghinelli, tre film sullo sport da vedere assolutamente

Nel corso del tempo sono stati prodotti molti film, serie e documentari sportivi, uno più bello dell’altro. Tutti raccontano storie particolari, ma lo scopo è sempre lo stesso: far vivere agli spettatori la magia di praticare una disciplina sportiva. Lo sport, infatti, può essere una vera fonte di ispirazione quando viene messo in scena e gli scrittori lo hanno capito bene offrendoci continuamente suspense, tensione e fervore. A consigliarli chiamiamo in causa l’appassionato Enzo Anghinelli.  Il primo è “Invictus”, film diretto da Clint Eastwood, è la trasposizione cinematografica del romanzo di John Carlin “Ama il tuo nemico”, basato su una storia vera, che racconta gli eventi in Sud Africa prima e durante la Coppa del Mondo di rugby del 1995. Nelson Mandela, appena eletto Presidente della Repubblica di Sud Africa dopo 27 anni di reclusione, assiste a una partita della nazionale di rugby, gli Springboks. 

Prevalentemente bianca, la formazione, simbolo per diversi decenni dei bianchi del Sud Africa, è debole e fischiettata dai neri, per i quali rappresenta una vestigia dell’apartheid. Con l’avvicinarsi della Coppa del mondo di rugby che si terrà nel suo paese, Mandela ha visto l’opportunità di unire il suo popolo e poi ha convocato il capitano della squadra, François Pienaar. Morgan Freeman e Matt Damon interpretano i personaggi principali del film il cui titolo si riferisce all’aggettivo invictus, che in latino significa invincibile. Ma Invictus è soprattutto il nome di una poesia di William Ernest Henley, poeta inglese del XIX secolo. Questo testo è nato da un’esperienza dolorosa per l’autore. All’età di 25 anni gli fu amputato il piede. All’epoca, un’operazione del genere non era sicura come lo è oggi. Nonostante tutto, William Ernest Henley sopravvisse e raggiunse l’età di 53 anni. La sua poesia è diventata una vera fonte di ispirazione per tutti coloro che hanno bisogno di coraggio nelle prove difficili. Ed era il testo preferito di Nelson Mandela, quello che si ripeteva durante la sua interminabile carcerazione. Ecco perché Clint Eastwood ha scelto questo titolo per il suo film. 

Nel blog del Milan Enzo Anghinelli ricorda, poi, “Cool Runnings – Quattro sottozero”, commedia cult degli anni ’90. È la storia di Derice Bannock (Leon) un atleta giamaicano che sogna di partecipare ai Giochi Olimpici. Il giorno delle prove dei 100 metri, Derice, che correva in testa, è caduto perché il suo inseguitore di nome Junior Bevil (Rawle D. Lewis) ha abbattuto anche un terzo concorrente soprannominato Yul Brunner (Malik Yoba). I tre atleti vengono quindi eliminati dalle selezioni e non possono partecipare ai Giochi Olimpici. Delusi di non poter partecipare ai Giochi Olimpici, decidono di partecipare ai Giochi Olimpici in un’altra disciplina, il bob. Derice chiede a Sanka (Doug E. Doug) il suo migliore amico di unirsi alla squadra. Chiede anche a Irvin Blitzer (John Candy), un ex campione americano di bob, di allenarli. E non sarà facile allenarsi per questa banda di rasta giamaicani che non hanno mai praticato il bob in vita loro e che tutti danno per perdente in anticipo, ma che ce la metteranno davvero tutta per dimostrare il contrario… Tornando a Clint Eastwood, poi, come non citare “Million Dollar Baby”, un film sorprendente e poetico, che esplora il significato della vita sotto le spoglie di un dramma sportivo. 

La pellicola è l’adattamento cinematografico di una novella (semi-autobiografica) di F.X. Toole, alias Jerry Boyd, un pugile e scrittore americano, famoso per aver scritto la collezione di racconti “Rope Burns: Stories from the Corner” (da cui è stato tratto il film Million Dollar Baby). La pellicola racconta l’ostinata ricerca di Maggie (Swank), una giovane donna determinata come nessun’altra. Quando arriva alla palestra di Frankie (Eastwood), un famoso ex allenatore di boxe, e gli chiede di allenarla, quest’ultimo all’inizio rifiuta, ma alla fine la prende sotto la sua ala e vi si affeziona profondamente, in sostituzione della figlia che, per ragioni oscure allo spettatore, non gli parla più. La storia è raccontata argutamente dall’amico e collaboratore di Frankie, Scrap (Freeman), anche lui un ex pugile. “Million Dollar Baby” è un film che ha conquistato il mondo intero per i suoi temi universali (perseveranza, resilienza, senso della vita) sapientemente interpretati.

Vuoi comprare un Mac usato? Ecco qualche consiglio

I prodotti Apple tendono ad essere molto, molto resistenti. Come tale riescono a durare fino al momento nel quale vengono messi finalmente “in pensione” dai loro precedenti proprietari, magari finendo in vendita su qualche sito come eBay o Subito. Fatto sta che bisogna sempre considerare una cosa: questi sono prodotti davvero desiderati. Come tale è facile trovare qualche prodotto in vendita che non è esattamente affidabile come presentato, o nemmeno completamente sicuro.

Vediamo perciò quali sono le precauzioni da prendere per acquistare un iMac / Macbook con qualche minimo rischio.

  • Effettuate sempre qualche comparazione.

Il vecchio adagio dice sempre: se qualcosa è troppo bello per essere vero, è probabilmente così. Ovvero, se ad esempio vedete un Macbook Pro 14 piuttosto recente (2013, magari) in ottime condizioni a 300 euro, c’è sempre qualcosa che non quadra. Bisogna sempre perciò controllare i prezzi di altri annunci simili, controllando lo stato del prodotto ed il suo prezzo. Nessuno regala prodotti di questo genere sulla rete.

  • Richiedete più informazioni dove necessario.

Nessuno vi vieterà mai di chiedere più foto del prodotto, magari per farlo vedere acceso o in funzione. Ed è proprio questo che vi sarà utile chiedere: qualche dettaglio in più, specialmente se l’annuncio in questione è molto povero su questo fronte (Ad esempio: “Macbook Pro in buone condizioni” senza aggiungere nulla, con una singolare foto del prodotto chiuso). Preferibilmente le foto devono riportare il prodotto aperto o anche acceso.

  • Controllate se il prodotto non è bloccato a distanza.

Questa è più una disattenzione che può avere il vecchio proprietario, ma una volta c he avete acquistato il Mac ed è in vostro possesso, correttamente avviato (senza richiedere nulla in aggiunta, lo trovate già nella sua schermata principale) controllate se non è attivo il blocco a distanza – ovvero il “Trova il mio Mac”. Basta aprire le impostazioni ed entrare nelle opzioni che riguardano l’Apple ID. Se il Trova il mio Mac è attivato, ci può essere un piccolo problema aggiuntivo.

Il punto è questo: un prodotto del genere può essere stato rubato, o è una normale disattenzione. In qualsiasi caso sarà richiesta la password del proprietario per sbloccarlo, permettendo poi in aggiunta di ripristinare (cosa molto consigliata a questo punto) l’intero MacOS. E’ possibile portare il prodotto in un Apple Store per essere trattato in tal proposito, ma ovviamente con il dubbio che il prodotto può essere rubato.

Alternativamente, in seguito ad una foto del prodotto in funzione, se notate che è avviato nella sua schermata principale (Desktop) potete chiedere se il blocco non è attivo.

  • E’ attivo l’ADE?

Per chi non ne è a conoscenza, l’ADE è il Automated Device Enrollment e serve esattamente a registrare un prodotto Apple direttamente ad un Business. E’ molto più potente, perciò, del normale blocco tramite Apple ID. Il seriale del Mac è sincronizzato con dei dati che vengono scaricati automaticamente, anche se il prodotto viene resettato.

Per controllare se il prodotto è ancora registrato sotto un’azienda, bisogna avviare il Terminale e scrivere questo comando: sudo profiles show -type enrollment. Se compare una conferma, bisognerà rintracciare l’azienda responsabile (sperando che il prodotto sia legittimo) per disattivare il profilo.

  • Infine, controllate per i difetti famosi di alcuni modelli

Non bisogna dimenticare che anche l’Apple ha fatto i suoi piccoli errori. Ad esempio alcuni Macbook sono stati prodotti con una tastiera che tendeva a rompersi più del dovuto (qualcosa che comunque un Apple store può riparare senza problemi) e questo può essere utile non solo per magari trattare il prezzo, ma anche per mettere in ulteriore analisi il prodotto.

Avvocato Pitorri: a Roma le nostre politiche di immigrazione migliori

Cosa sono le politiche di integrazione?

Le politiche di integrazione sociale identificano quell’insieme di attività ed iniziative finalizzate a far sì che il cittadino straniero diventi membro integrante della società di arrivo. Ne abbiamo parlato con l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, curatore del sito www.permessidisoggiorno.com . Le politiche di integrazione sociale sono promosse e sostenute economicamente dalla Direzione Generale dell’Immigrazione delle Politiche dell’Integrazione. Sono diverse e numerose le attività in corso messe in campo per favorire l’integrazione sociale dei migranti in Italia. 

I più importanti progetti ed iniziative rivolte ai migranti, gli Accordi più famosi in Italia e nel mondo.

La prima è “l’Accordo di Programma tra la Direzione Generale Immigrazione e Politiche di integrazione e l’INAPP per la realizzazione di attività di analisi, monitoraggio e valutazione con riferimento al sistema delle politiche di integrazione rivolte ai cittadini di paesi terzi”. Questo accordo ha accordo biennale, finalizzato alla realizzazione di iniziative condivise. L’obiettivo è quello “di arrivare ad avere un quadro informativo che rappresenti la reale situazione dei soggetti maggiormente vulnerabili e/o a rischio di discriminazione, superando il gap di informazioni attualmente esistente nell’ambito delle istituzioni pubbliche”. Un secondo Accordo di Programma è, invece, quello tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero per le Politiche Giovanili e lo Sport, delineando un piano spalmato su più anni, favorendo l’incoraggiamento dello sport, quale mezzo privilegiato per promuovere il dialogo, l’integrazione e la lotta alla discriminazione. 

Gli obiettivi dell’Accordo si suddividono nei diversi comparti di attività: apertura ed incoraggiamento alla pratica sportiva, perché sia salvaguardato il diritto allo sport, in modo particolare per i giovani e gli adulti più svantaggiati; progettazione e integrazione di campagne di comunicazione e sensibilizzazione dedicate alle scuole primaria e secondaria di primo e secondo grado e a tutti i protagonisti del mondo sportivo e del settore del volontariato; organizzazione di corsi, seminari e percorsi formativi, dedicati in modo speciale agli studenti dei corsi di laurea in Scienze Motorie e Sportive o corsi simili, con l’obiettivo di  attivare progetti finalizzati all’inclusione, all’educazione sportiva e all’integrazione; “valorizzazione delle migliori pratiche che hanno favorito l’integrazione dei cittadini stranieri attraverso lo sport nell’ambito di specifici contesti”; “promozione di analisi tematiche e approfondimenti sulle dimensioni connesse al valore sociale dello sport”; incoraggiamento di condivisione e unione tra i diversi settori dello sport e del settore del volontariato sulle tematiche condivise. 

Le iniziative Futurae, Inclusione nelle aree urbane a maggiore vulnerabilità sociale e PUOI:

Oltre ai due Accordi, tra le iniziative afferenti al settore delle politiche sociali dei migranti si trovano anche: “Futurae”, “Inclusione nelle aree urbane a maggiore vulnerabilità sociale” e “PUOI” (Protezione Unita a Obiettivo Integrazione). Futurae, Programma Imprese Migranti, è nato dalla partnership tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e UNIONCAMERE “per sostenere lo sviluppo e il consolidamento dell’imprenditoria migrante, al fine di favorire una crescita inclusiva anche in termini di opportunità di creazione di nuova occupazione per cittadini stranieri o italiani”; “Inclusione nelle aree urbane a maggiore vulnerabilità sociale” è costituito, invece, da interventi finalizzati all’integrazione socio – lavorativa, alla realizzazione di azioni di governance a più livelli, all’inclusione dei giovani e dei minori per evitare la dispersione scolastica, all’integrazione delle donne immigrate e alla lotta al disagio abitativo; “PUOI”, “Protezione Unita a Obiettivo Integrazione”, che intende favorire l’inserimento socio – lavorativo alle persone che soggiornano regolarmente in Italia e che godono della protezione umanitaria con speciale permesso. Il progetto PUOI si basa su 4.500 percorsi di “politica attiva del lavoro e sul coinvolgimento degli operatori pubblici e privati del mercato del lavoro”. L’offerta permette di accedere a servizi finalizzati all’inserimento socio – lavorativo e alla realizzazione di un tirocinio extracurriculare della durata di 6 mesi.

Rummikub: come calcolare i punteggi

Il Rummikub è un gioco che inizialmente può sembrare lento e poco appassionante. Man mano che si entra nel cuore della partita però, si fa sempre più dinamico e avvincente. Anche perché, più si va avanti, più ci sarà possibilità di creare combinazioni differenti. 

Non si gioca con le carte, ma con 104 tessere più 2 jolly. Le tessere sono numerate da 1 a 13 e ogni partecipante, tramite la scelta delle file, ne riceve inizialmente 14. Queste dovranno essere posizionate su un apposito supporto, così da permettere ai giocatori di creare le combinazioni. 

Di seguito vediamo come si fa a calcolare i punteggi nel Rummikub. 

Rummikub: valori tessere e possibili combinazioni

Calcolare il punteggio nel Rummikub a primo impatto può sembrare complicato, ma basterà giusto un po’ di pratica. Iniziamo col dire intanto che l’obiettivo del gioco è quello di rimanere per primi senza tessere in mano.

Le tessere, come abbiamo già detto, possono andare da 1 a 13, e questo numero rappresenta il loro valore. La 13 è la tessera che vale di più, e poi si va a scendere fino ad arrivare a quella di minor valore, la 1 appunto. Il jolly invece vale 30 punti. 

Le tessere possono avere inoltre colori differenti (rosso, nero, blu e giallo), che saranno fondamentali per creare le combinazioni. I partecipanti infatti possono legare le tessere tra loro in due modi: 

  • In gruppi di minimo 3 tessere dello stesso colore con numeri progressivi;
  • In gruppi di 3 o 4 tessere di colore diverso, ma con valore numerico uguale. 

Una volta posizionate le combinazioni sul supporto, anche gli avversari potranno modificarle. Magari aggiungendo tessere, oppure modificando completamente la serie creata. 

Il vincitore sarà chi avrà il punteggio più alto una volta che si è arrivati alla fine di tutte le varie partite. Ma come si fa a calcolare il punteggio?

Come si calcola il punteggio?

Nel gioco del Rummikub, il punteggio si accumula in base alle combinazioni che si è riusciti a realizzare. Ma attenzione, perché in realtà non è così facile. 

In sostanza, quando uno dei giocatori finisce tutte le tessere, dichiara “Rummikub!”, e la partita finisce. A quel punto, si dovranno calcolare singolarmente tutte le tessere che invece sono rimaste in mano agli altri giocatori. La somma delle tessere rimaste ai giocatori che hanno perso, costituirà il punteggio da assegnare invece al vincitore. 

Ma facciamo un esempio andando per gradi. Mettiamo il caso che A abbia vinto la partita contro B, C e D. Singolarmente, si conterà il punteggio delle tessere rimaste a B, C e D. 

Al giocatore B sono rimaste in mano 3 tessere: 3-5-1. Dunque il suo punteggio sarà di 9, la somma delle tessere. Tale punteggio viene assegnato al giocatore perdente come penalità. Per cui, si segnerà -9. 

Seguendo lo stesso ragionamento, facciamo che invece il giocatore B abbia una penalità di -5. Mentre C ha ottenuto -35 perché gli era rimasta in mano una tessera jolly (che vale 30) più un’altra col valore di 5. 

A questo punto, si farà la somma tra tutti i punteggi di penalità assegnati agli avversari. Quindi facciamo 9 + 5 + 35. Otteniamo un punteggio pari a 49. Dunque il giocatore A, che ha vinto, otterrà un punteggio di +39 per questa partita. 

Ogni sfida può avere una serie di partite da giocare. Alla fine, chi avrà il punteggio più elevato alla fine di tutte le partite, avrà vinto. 

Se i giochi di carte ti appassionano scopri come giocare a Burraco Pulito e come si fa una buona chiusura a Burraco 

Nuova Sanatoria per la Regolarizzazione Immigrati

La sanatoria per la regolarizzazione degli immigrati e degli stranieri irregolari presenti sul territorio italiano è stata al centro del dibattito politico, e sociale, italiano, nei primi mesi del 2020, ed è diventato un tema ancora più discusso con la diffusione della pandemia del Covid-19 e la conseguente gestione dell’emergenza. Al centro della questione – ricorda l’avv. Pitorri di Roma, esperto in diritto dell’immigrazione e autore della pubblicazione “Sanatoria sulla Regolarizzazione degli Immigrati”, i circa 600mila stranieri non regolari presenti in Italia. Si tratta di lavoratori irregolari, molto spesso nei campi, come braccianti agricoli, ma anche nell’ambito dei servizi alle famiglie, come colf e badanti. Dopo numerosi incontri tra i responsabili dei ministeri competenti, e la bozza di una legge per la regolarizzazione degli stranieri in Italia, il 14 maggio 2020 il Governo ha annunciato le misure previste nel Decreto Rilancio (“Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”) che prevedono un corposo pacchetto di norme per il “rilancio”, appunto, del Paese, dopo l’emergenza sanitaria ed economica, ricorda l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri

Tra queste anche la regolarizzazione dei rapporti di lavoro non regolari per i lavoratori italiani o stranieri sul nostro territorio. L’articolo 103, infatti, prevede una specifica misura per “favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno” possono presentare istanza per “concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri”. Una regolarizzazione lavorativa, dunque, che porterà, poi, a un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, spiega l’avv. Pitorri. Tali disposizioni, previste dal Decreto Rilancio, si applicheranno ai settori dell’agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura; assistenza alla persona; lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare. Si tratta, quindi, di numerosi stranieri che lavorano in Italia in maniera irregolare: badanti, colf, ma soprattutto di braccianti agricoli e lavoratori stagionali. Il provvedimento, inoltre, introduce, per gli stranieri in Italia un permesso di soggiorno scaduto, la possibilità di ottenere una deroga di sei mesi. Un testo corposo e molto dettagliato, voluto fortemente dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, perché favorisce in maniera rapida e trasparente l’emersione di tantissimi lavoratori irregolari, non solo stranieri, ma anche italiani, spesso costretti a situazioni difficili durante il lavoro nei campi. 

Carta Blu UE: cos’è e come funziona

Il tema dei permessi di soggiorno è un argomento molto delicato. E’ importante conoscere le diverse tipologie di permessi di soggiorno per avere la certezza di poter risiedere in Italia senza incorrere in sanzioni e di poter svolgere eventualmente anche attività professionale sul territorio italiano.

La Carta Blu UE entra a far parte della categoria dei permessi di soggiorno ed è rivolta al cittadino straniero altamente qualificato che sceglie di lavorare in Italia e di mettere al servizio del paese le sue competenze professionali. La Carta Blu viene rilasciata allo straniero dopo che questo avrà stipulato un contratto di soggiorno: il cittadino si potrà rivolgere al questore, mostrare il contratto di soggiorno ed anche il contratto di lavoro in Italia.

Validità Carta Blu UE: quanto dura? Dal Blog Avvocato Pitorri Permesso di Soggiorno

La validità della Carta Blu UE è variabile e dipende dal tipo di contratto lavorativo che il cittadino straniero ha sottoscritto. Nel caso in cui il lavoratore sia riuscito ad ottenere un contratto a tempo indeterminato la Carta Blu avrà una validità di due anni, mentre nel caso in cui sia riuscito ad ottenere un contratto a tempo determinato il permesso di soggiorno speciale avrà una durata di tre mesi in più del contratto di lavoro.

Va ricordato che questo speciale permesso di soggiorno può essere rinnovato. Questo vale sicuramente per chi ha ottenuto un contratto indeterminato e dunque lavorerà in Italia per più di due anni, ma può valere anche per chi ha un contratto determinato e decide di continuare a lavorare per la stessa società facendosi rinnovare il contratto ed ottenendo così il diritto di chiedere un rinnovo anche del permesso di soggiorno in Italia.

Requisiti per ottenere la Carta Blu dell’Unione Europea

Sono stati stabiliti alcuni requisiti necessari per ottenere questo speciale permesso di soggiorno. Il primo requisito riguarda la tipologia di attività professionale: il lavoratore non potrà essere un libero professionista, ma dovrà lavorare per conto di un’altra persona, sia essa fisica o giuridica.

Si ricorda inoltre che la Carta Blu è un permesso di soggiorno per personale altamente qualificato, il che significa che il cittadino straniero dovrà dimostrare di aver conseguito un titolo di istruzione superiore. Non importa in quale paese sia stato conseguito, è sufficiente che questo titolo possa essere equiparato ad un titolo di istruzione superiore valido in Italia.

Per maggiori informazioni sulle caratteristiche della Carta Blu e sulla procedura da seguire per ottenerla si può leggere la pubblicazione dell’Avv. Iacopo Maria Pitorri, che si occupa da anni di questo argomento e che è diventato un esperto rinomato in Italia.